Convenzione MMG, via alle trattative

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L’agenzia di tecnici interregionali Sisac guidata da Vincenzo Pomo e sindacati medici hanno iniziato a discutere la nuova convenzione mmg, dopo un anno e mezzo di difficoltà e rinvii. Associazionismo e ruolo unico sono le novità principali contemplate dalla bozza della nuova convenzione.

In pratica, medici di famiglia compensati ad assistito lavoreranno fianco a fianco con colleghi a rapporto orario; le nuove modalità di lavoro saranno associazionismo e lavoro in team con altri professionisti nelle unità complesse di cure primarie, che però si dovranno realizzare per ora prioritariamente nelle città e nelle aree ad alta densità di popolazione.

Di seguito i principali dettagli della bozza in discussione:

Ruolo unico – Il medico di medicina generale esercita un’attività libero-professionale parasubordinata “nell’ambito del Ssn per il perseguimento delle finalità dello stesso Ssn”. I compiti previsti non evidenziano novità particolari rispetto al passato.

Per quanto riguarda il modello H16, se ne parla dall’articolo 39: il medico di cure primarie a rapporto orario supporta e integra l’attività dei medici a ciclo di scelta e fornisce prestazioni ambulatoriali e domiciliari nella fascia oraria 8-24, di notte lavora 20-24 (pure in ambiti pediatrici), ma in specifiche situazioni l’Asl attiva il servizio in ulteriori fasce orarie.

Vengono poi definiti i criteri per l’ingresso nell’assistenza primaria: in prima opzione, chi ha capienza nel limite del massimale; poi, medici ad attività oraria, trasferimenti nell’ambito territoriale di riferimento, e infine mobilità interna alla Azienda. Allo stesso modo, per fare ore in più viene selezionato in prima battuta il medico di continuità assistenziale con ancora ore disponibili, poi i medici di assistenza primaria per i quali ogni ora settimanale equivale a 41 assistiti.

E’ bene specificare che prestare anche attività oraria è obbligatorio per chi abbia fino a 1.000 assistiti, mentre oltre questa soglia è solo consentito. Infine, chi non ha attività oraria decade dalla convenzione se non raggiunge un minimo di 400 assistiti.

Aft e Uccp – Costituita da medici operanti su base sia capitaria sia oraria, l’aggregazione funzionale territoriale (articoli 4 e 5, una ogni circa 30 mila abitanti) non ha personalità giuridica, ma viene disciplinata da un regolamento aziendale, e garantisce l’assistenza “per l’intero arco della giornata”, 7 giorni a settimana. L’Aft offre medicina d’iniziativa e appropriatezza clinica, e il raccordo con il sistema di emergenza-urgenza.

I medici che ne fanno parte – in rete tra loro- integrano il team multi-professionale dell’unità complessa di cure primarie, tanto nel gestire i casi complessi, quanto al fine di ridurre l’accesso improprio ai pronti soccorso, e si integrano con i servizi di II e III livello per assistere i cronici. L’aggregazione ha un referente nominato dai medici e ratificato dal direttore generale Asl che, in caso non ne apprezzi i risultati, può sostituirlo con un “numero due” designato dalla stessa Aft.

Il referente assicura il coordinamento dei colleghi, è responsabile della continuità dell’assistenza nella giornata e dell’integrazione dell’Aft con gli altri servizi aziendali. Inoltre, estrae i dati dell’attività sua e dei colleghi per valutare il rispetto dei percorsi assistenziali: è a rischio la parte variabile dello stipendio dei membri se l’Aft non supera la verifica del Distretto.

Infine, nella Unità complessa-Uccp il medico si coordina con specialisti e pediatri convenzionati con il Ssn, ma anche dipendenti, odontoiatri, infermieri, ostetriche, tecnici della riabilitazione, della prevenzione e del sociale. Il coordinatore dell’Uccp può anche non essere un medico di famiglia, sceglie l’Asl come indicarlo. Se è un Mmg, è eletto dai colleghi per tre anni, ma la sua elezione va comunque ratificata dal direttore generale. Deve aver maturato esperienza nell’organizzare i processi di cura, possedere diplomi di istituzioni pubbliche e private o dimostrare pregresse attività di responsabilità aziendale, ma allo stesso tempo deve anche continuare a fare attività assistenziale. Il suo compenso sarà commisurato alle funzioni assegnate e ai risultati ottenuti.

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