Crediti e loro compensazione: le precisazioni della Cassazione

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La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla questione relativa alla compensazione dei crediti chiarendo quali siano i requisiti necessari 

Quali sono i requisiti necessari per chiarire come compensare due crediti? A questa domanda hanno risposto le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23225 deposita il 15 novembre 2016.

I giudici, infatti, hanno sostenuto che se l’esistenza del credito opposto in compensazione è controversa, nello stesso giudizio instaurato dal creditore principale, o in altro già pendente, il giudice non può pronunciare la compensazione dei crediti, né legale, né giudiziale.

In tal senso, i giudici della Cassazione hanno – in fase preliminare – richiamato la specifica disciplina esistente in materia di compensazione.

In primo luogo, in relazione a quanto previsto dall’art. 1243 c.c., i crediti compensabili devono essere liquidi, certi ed esigibili.

Ora, la medesima norma prevede due distinte tipologie di compensazione dei crediti.

La prima è quella legale, la quale si perfeziona se coesistono due crediti tra loro omogenei, liquidi ed esigibili.

La seconda è quella giudiziale, che si verifica quando il credito opposto non è liquido, ma di facile e pronta liquidazione.

Ebbene, ricordano gli Ermellini, che quando si verifica quest’ultimo caso il giudice può dichiarare la compensazione per la parte di credito che ritiene esistente.

Fatto questo, può sospendere in via cautelare la condanna finché non venga accertato il controcredito.

Ma non è tutto.

La Cassazione, infatti, ha anche specificato quanto segue.

“L’ulteriore requisito della certezza sull’esistenza del credito non si desume dalla formulazione dell’art. 1243 c.c., comma 1, perché la liquidità attiene all’oggetto della prestazione, mentre la certezza attiene all’esistenza dell’obbligazione, e quindi al titolo costitutivo del credito. Perciò la contestazione del titolo non è in sé contestazione sull’ammontare del credito, come determinato in base al titolo, ma, se questo è controverso, la liquidità e l’esigibilità sono temporanee e a rischio del creditore … il requisito della liquidità del credito non ricorre non solo quando esso non sia certo nel suo ammontare, ma anche quando ne sia contestata l’esistenza”.

Da quanto enunciato discende il principio secondo cui, per l’operatività della compensazione legale, il titolo del credito non deve essere più soggetto a modificazioni a seguito di impugnazione, come ben illustrato nell’analisi su questo argomento realizzata dall’Avv. Maria Teresa De Luca.

 

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