Una cura per l’emofilia sembra essere sempre più vicina, grazie alla terapia genica. Pubblicati i primi risultati positivi.

Più vicina una cura per l’emofilia. Da uno studio pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ sono emersi i risultati positivi derivati dalla terapia genica.
Si tratta di un rivoluzionario trial di terapia genica condotto dal Nhs (Servizio sanitario britannico) a Londra. I ricercatori del Barts Health Nhs Trust e della Queen Mary University di Londra hanno scoperto che, a distanza di oltre un anno da un singolo trattamento con un farmaco di terapia genica, i pazienti con emofilia A (il tipo più comune) mostravano livelli normali della proteina precedentemente mancante. Insomma, la terapia genica li aveva curati per lungo tempo e in modo efficace.
Finora non è stata trovata ancora una cura per l’emofilia. Si tratta del primo trial di terapia genica di successo per questa patologia. Il trattamento attuale di questa malattia rara ed ereditaria prevede più iniezioni settimanali per controllare e prevenire il sanguinamento.
Più in dettaglio, la singola infusione della terapia genica ha migliorato i livelli del fattore VIII della proteina di coagulazione del sangue, con l’85% dei pazienti che ha raggiunto livelli normali o quasi, anche molti mesi dopo il trattamento.

Cura per l’emofilia, lo studio

Lo studio ha visto un piccolo gruppo di pazienti arruolati in tutta l’Inghilterra. E’ stata iniettata una copia del gene mancante, che consente alle loro cellule di produrre il fattore di coagulazione ‘chiave’. Seguendo i pazienti fino a diciannove mesi, i test hanno mostrato che undici persone su 13 nel trial ora hanno livelli normali o quasi del fattore precedentemente assente e tutte e 13 sono stati in grado di interrompere il precedente trattamento.
Un trial eccezionale, dunque, che ha stupito gli stessi ricercatori. “Abbiamo assistito a risultati strabilianti”, commenta con enfasi John Pasi, direttore del centro di emofilia al Barts Health Nhs Trust di e docente alla Queen Mary University di Londra. “Hanno di gran lunga superato le nostre aspettative. Quando abbiamo iniziato sarebbe stato un risultato enorme mostrare un miglioramento del 5%, quindi vedere ora livelli normali o quasi, con una drastica riduzione nell’emorragia, è semplicemente stupefacente. Ora abbiamo davvero il potenziale per trasformare la cura delle persone con emofilia”, dice lo studioso.
Il team ora ha in programma ulteriori test, allargando il numero di partecipanti a livello globale per includere pazienti da Stati Uniti, Europa, Africa e Sud America.
“Ad essere incredibilmente eccitante – riprende Pasi – è il potenziale di un cambiamento significativo nella cura del l’emofilia a livello globale. Una singola dose di farmaco capace di migliorare in modo tanto drastico la vita dei pazienti in tutto il mondo è una prospettiva sorprendente”.
 
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