Il datore di lavoro compensa la retribuzione mensile con il danno causato al veicolo aziendale dal lavoratore, ma il decreto ingiuntivo viene revocato (Tribunale di Velletri, Sez. Lavoro, Sentenza n. 710/2021 del 27/04/2021 – RG n. 5219/2018)

Il decreto ingiuntivo emesso in data 25.07.2018 dal Tribunale di Velletri -Sezione Lavoro -con il quale viene ingiunto di pagare in favore del lavoratore la somma di euro 2.422,95 a titolo di retribuzione lorda relativa al mese di aprile 2018, oltre rivalutazione, interessi e spese della procedura monitoria, viene opposto. Il datore di lavoro conferma il mancato pagamento della retribuzione di aprile 2018, sostenendo di avere operato una compensazione tra quanto dovuto al dipendente ed i costi che è stata costretta a sostenere per riparare il danno causato al veicolo aziendale in occasione del sinistro del 22.12.2017 verificatosi per colpa del lavoratore.

Sostiene, ancora, che il lavoratore ha cagionato danni al cellulare aziendale, nonché agli penumatici di altro veicolo a lui assegnato in occasione del sinistro del 20.04.2018, anch’esso verificatosi per colpa del lavoratore che riportava lesioni, ed inoltre che inoltre presentando tardivamente il certificato medico di malattia costringeva la società ad affrontare costi aggiuntivi per la sua sostituzione.

Le prove testimoniali hanno confermato che il lavoratore danneggiava il mezzo aziendale motrice Volvo nella parte della carrozzeria laterale e che il danno veniva stimato dal carrozziere in circa 2.000,00 euro.

Altresì, i testi hanno confermato che anche in precedenza il lavoratore provocava danni ad un pneumatico di altro mezzo e rompeva il cellulare aziendale in dotazione.

Oltretutto, da documentazione allegata dall’opponente risulta che il lavoratore sottoscriveva una “Autodichiarazione Danni” con la quale risulta ammesso l’addebito in merito ai fatti del 27.12.2017, ossia di avere urtato un guard -rail a causa di un colpo di sonno, così cagionando danni alla carrozzeria della motrice VOLVO.

Agli esiti della fase istruttoria, il Tribunale ritiene che la società non ha fornito la prova di avere provveduto alla sostituzione dello penumatico del mezzo, il cui danneggiamento viene addebitato al lavoratore , senza contare che non vi è prova che il danno sia stato cagionato da condotta di guida colposa.

Ed ancora, la società non ha provato di avere sostenuto costi aggiuntivi, quantificati nella somma di euro 400,00, per sostituire il lavoratore nella giornata del 22.04.2018.

Invece, riguardo il sinistro del 22.12.2017, risulta provato che il lavoratore, a causa della sua condotta di guida, ha cagionato l’urto stradale in occasione del quale il mezzo VOLVO riportava danni alla carrozzeria.

Sul punto la società datrice ha prodotto la fattura della Carrozzeria.

Ebbene, la Cassazione sostiene l’insufficienza probatoria del documento contabile emesso dal carrozziere. trattandosi di documento che ha una formazione unilaterale e rientra tra gli atti giuridici a contenuto partecipativo.

Si tratta, dunque, di un documento che non ha valenza probatoria e non è idoneo alla determinazione del quantum debeatur.

La società, avrebbe dovuto produrre la copia del bonifico o dell’assegno con il quale è stato corrisposto il dovuto o, ancora, chiamare a rendere testimonianza il soggetto che ha emesso il documento e/o il carrozziere, così dando la conferma della reale effettuazione delle riparazioni, nonché della corresponsione della somma indicata in fattura.

In conclusione, il decreto ingiuntivo viene revocato e la società datrice di lavoro viene condannata a corrispondere al lavoratore la somma di euro 2.217,00 corrispondente alla retribuzione del mese di aprile 2018.

Avv. Emanuela Foligno

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