Diciassettenne con malattia rara muore dopo intervento, aperta inchiesta

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Le condizioni delle diciassettenne, affetta dalla sindrome di Dravet, erano peggiorate in seguito a una tracheostomia effettuata a luglio. A inizio ottobre il decesso causato da un’improvvisa emorragia

Quindici persone sono state iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo in seguito alla morte di una diciassettenne italo-argentina residente nelle Marche e affetta da una patologia congenita, la sindrome di Dravet.

Si tratta di medici e infermieri che hanno avuto in cura la ragazza nel corso delle sue ultime settimane di vita. Un atto dovuto, quello dello della Procura di Teramo, per consentire loro di partecipare con i propri consulenti agli accertamenti medico legali disposti per fare chiarezza sul decesso, dopo l’esposto-querela contro ignoti presentato dai genitori dell’adolescente.

La giovane – come riporta il Messaggero – soffriva di crisi epilettiche, crisi respiratorie e ritardi psicomotori che l’avevano costretta sulla sedia rotelle.

A metà luglio, come ricostruito dal legale della famiglia, era stata ricoverata e sottoposta a una tracheostomia ad Ascoli. Dopo l’intervento, tuttavia, la sua situazione generale sarebbe peggiorata, ed era stata trasferita ad Agosto all’ospedale di San Benedetto “per essere seguita meglio”.  

La ragazza era stata poi indirizzata per la riabilitazione in un centro del teramano. A detta del legale stava bene, compatibilmente con la sua patologia. Ma la notte tra l’8 e il 9 ottobre, avrebbe cominciato a perdere sangue dalla bocca e dal naso. Quindi il decesso.

Secondo i primi accertamenti autoptici, la paziente sarebbe morta per dissanguamento a causa di una forte emorragia.

I genitori ora vogliono capire cosa sia successo; “senza gettare alcuna croce addosso a nessuno”, precisa il loro avvocato. Per questo si sono rivolti alla magistratura che ha aperto un fascicolo sul caso e avviato le indagini.

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