La vicenda vede indagati due medici; secondo l’ipotesi accusatoria non avrebbero disposto il ricovero della donna, che accusava un dolore persistente al torace, per lo svolgimento di ulteriori approfondimenti

E’ stato un infarto a causare il decesso dell’insegnante in pensione ritrovata morta nella sua casa lo scorso 11 dicembre a Padova dopo che per dieci giorni aveva accusato un dolore persistente al torace. La donna si era fatta visitare sia dalla Guardia medica del suo Paese di origine, in provincia di Belluno, sia dal suo medico curante una volta rientrata nel capoluogo di provincia veneto.

Sul caso è stata aperta un’inchiesta dal parte della Procura della Repubblica, in seguito alla denuncia presentata dalle amiche della vittima e i due camici bianchi sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. In particolare, secondo l’ipotesi accusatoria, i professionisti non  avrebbero diagnosticato alla signora un infarto in atto. Inoltre, non ne avrebbero disposto il ricovero per lo svolgimento di esami più approfonditi.

In base a quanto emerso dall’esame necroscopico, effettuato nelle scorse ore, l’ex docente sarebbe stata colpita da angina pectoris.

Rimane da chiarire, tuttavia, quando si sarebbero manifestate le prime avvisaglie dell’infarto e se tale tempistica combaci con le visite mediche a cui si era sottoposta e finite nel mirino della magistratura. Gli accertamenti medico legali, dunque, sono ancora in corso.

La 67enne, secondo le testimonianze delle amiche, si sentiva rassicurata, tanto che la sera prima della tragedia sarebbe uscita a cena fuori. Aveva anche prenotato una visita cardiologica a Padova, presso un centro diagnostico privato. Ma il decesso era sopraggiunto prima che riuscisse a svolgere l’esame.

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