Emissioni Ilva, Italia condannata risarcire 182 tarantini

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La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso presentato dai cittadini che lamentavano la mancata protezione della salute e dell’ambiente in merito alle emissioni dello stabilimento

“Il persistente inquinamento causato dalle emissioni dell’Ilva ha messo in pericolo la salute dell’intera popolazione, che vive nell’area a rischio”. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo pronunciandosi sul ricorso presentato da 182 cittadini tarantini che lamentavano la mancata adozione, da parte del nostro Paese, di tutte le misure legislative per proteggere la loro salute e l’ambiente in merito alle emissioni dello stabilimento siderurgico. La Cedu gli ha dato ragione, condannando lo Stato a versare loro un risarcimento pari a 5mila euro ciascuno.

Secondo l’organo giudiziario, “le autorità nazionali non hanno preso tutte le misure necessarie per proteggere efficacemente il diritto al rispetto della vita privata dei ricorrenti”. La Corte di Strasburgo specifica, altresì, che le misure per assicurare la protezione della salute e dell’ambiente devono essere messe in atto il più rapidamente possibile.

“Taranto ha ottenuto giustizia” ha commentato Daniela Spera, portavoce di Legamjonici, promotrice del primo dei due ricorsi alla Cedu nel 2013.

“E’ una giornata storica” sottolinea il Gruppo che va sotto il nome di ‘Genitori tarantini’, il cui pensiero va “a tutti i piccoli tarantini che non ci sono più e a quelli chiamati a fronteggiare un nemico che mai avrebbero dovuto conoscere”.

Soddisfazione anche dal locale OMCeO. “Anche l’Ordine dei Medici di Taranto – sottolinea il presidente Cosimo Nume – aveva contribuito al ricorso”. In particolare, aveva prodotto un Documento che osservava come non fosse possibile “concludere che le misure attuate con l’autorizzazione ambientale integrata riesaminata rendano la città di Taranto, e soprattutto i quartieri a ridosso del siderurgico, aree urbane salubri e prive di rischio per la salute determinato dalla immissione di inquinanti industriale”.

 

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