Emorragia cerebrale non diagnosticata: medico responsabile solo se i sintomi sono chiari

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Un paziente ha citato in giudizio il proprio medico di base, accusandolo di non aver diagnosticato per tempo i segnali di una grave emorragia cerebrale. Secondo la sua versione, già giorni prima dell’evento acuto sarebbero comparsi sintomi riconducibili alla patologia, trascurati dal professionista.
I giudici, però, hanno escluso la responsabilità del medico, ritenendo che non fosse sufficientemente provato che tali sintomi fossero stati effettivamente riferiti e che, in ogni caso, avessero un carattere tale da imporre sospetti diagnostici specifici. La decisione chiarisce che la colpa professionale non può essere affermata in assenza di elementi clinici chiari e documentati. Non è risultato sufficientemente provato che al medico di base nel corso della visita fossero stati effettivamente riferiti sintomi tali da giustificare il sospetto di una emorragia cerebrale (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 5 giugno 2025, n. 15077).

L’emorragia cerebrale non diagnosticata e la vicenda giudiziaria

Il paziente cita a giudizio il suo medico di base asserendo omessa corretta diagnosi di una patologia già in corso che, dopo pochi giorni aveva determinato una emorragia cerebrale con gravi esiti invalidanti. Tribunale di Forlì e Corte d’appello di Bologna rigettano la domanda.

Il paziente ricorre in Cassazione perché secondo lui la Corte di Bologna avrebbe erroneamente ritenuto provato quanto osservato dal CTU…

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