Infortunio sul lavoro e danno differenziale, criteri di personalizzazione del risarcimento

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La Corte di Cassazione ha chiarito come, in caso di infortunio sul lavoro, il risarcimento del danno differenziale debba considerare la personalizzazione del pregiudizio subito. Questo significa valutare l’impatto specifico sull’uso dell’arto coinvolto e sulle mansioni effettivamente svolte dal lavoratore, indipendentemente dalle somme già percepite dall’INAIL (Corte di Cassazione, IV – Lavoro civile, ordinanza 22 agosto 2025, n. 23681).

Danno differenziale e personalizzazione

I Giudici di Roma condannano la datrice di lavoro al pagamento della somma di Euro 37.947,60, a titolo di risarcimento del danno differenziale, detratto quanto percepito da INAIL, in seguito all’infortunio patito dalla lavoratrice (addetta al bar presso l’aeroporto di Fiumicino), allorché, intenta a riscaldare i panini, rimaneva improvvisamente ustionata alla mano destra per un malfunzionamento della piastra.

La Corte ha rilevato che i danni, già conteggiati in primo grado in Euro 6.616,93 a titolo di danno biologico temporaneo sub specie di danno differenziale qualitativo o complementare, andavano liquidati nella cifra indicata tenuto conto della CTU espletata in primo grado e delle tabelle di Milano in relazione ai danni biologico e morale

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