Premiato un progetto dell’Azienda Villa Sofia-Cervello destinato al miglioramento delle procedure diagnostiche e terapeutiche
Razionalizzare e migliorare le procedure diagnostiche e terapeutiche nei soggetti con emoglobinopatie affetti da HCV, ovvero l’epatite C. E’ l’obiettivo di uno studio dell’Azienda Villa Sofia-Cervello di Palermo che ha ottenuto il riconoscimento del Fellowship Program 2016, un’iniziativa annuale mirata a promuovere lo sviluppo e la diffusione di nuove idee per migliorare la qualità della vita dei pazienti nelle aree relative all’HIV, alle epatiti e alle patologie oncoematologiche.
Il progetto di ricerca è stato presentato da dr. Salvatore Madonia dirigente medico dell’Unità di Medicina del Cervello, in partnership con l’Unità di Ematologia II diretta da Aurelio Maggio e con la dr.ssa Antonietta Ledda dell’Unità di Cardiologia e il dr. Lorenzo Tesè dell’Unità di radiologia.
Lo studio ha l’obiettivo di organizzare il trattamento anti HCV nella popolazione siciliana con talassemia o anemia falciforme, al fine di ottimizzare la gestione clinica globale e sviluppare un modello organizzativo multidisciplinare per minimizzare l’impatto della patologia sulla qualità di vita dei pazienti e sull’organizzazione ospedaliera.
La prevalenza di emoglobinopatie (talassemia e/o anemia falciforme) in Sicilia è più elevata che in altre regioni italiane. I dati disponibili parlano di un’incidenza di 49/100,000 abitanti in Sicilia contro i 22/100,000 in Italia. Mediamente l’85,2% di questi pazienti hanno avuto una infezione da HCV a causa di emotrasfusioni e l’80% hanno cronicizzato l’infezione.
Una quota di questi pazienti ha ottenuto una risposta virologica sostenuta con precedenti terapie basate su interferone e ribavirina; altri, al contrario, hanno una infezione da HCV ancora attiva perché non hanno risposto alla precedente terapia o perché non candidabili a terapie basate su interferone e ribavirina a causa della malattia ematologica.
La gestione di questi pazienti è complessa e comporta l’accesso ripetuto in ospedale per controlli clinici, esami bioumorali, emotrasfusioni o esami strumentali (ecografia addome, ecocardiografia, RM R2, fibroscan, TAC torace, Rx anche, RMN cerebrale).
L’attivazione del progetto premiato potrà consentire di valutare la prevalenza di infezione da HCV nella popolazione siciliana con emoglobinopatie (talassemia e/o anemia falciforme), identificare i pazienti con infezione “attiva” da HCV e trattare i pazienti che soddisfino i criteri AIFA per l’accesso al trattamento con terapia antivirale senza interferone eribavirina.
Si potrà inoltre valutare l’impatto della risposta virologica in questi pazienti e l’impatto della risposta virologica sulla patologia epatica, in termini di progressione della fibrosi epatica, di comparsa di epatocarcinoma, di scompenso (valutazione clinica ed ecografica), di comparsa/ingrossamento delle varici esofagee (gastroscopia) e valutare l’impatto sull’accumulo epatico di ferro e sulla funzione cardiaca ed endocrina.




