E’ accaduto i Calabria, dove gli equipaggi di due ambulanze intervenute per soccorrere una donna in pericolo di vita, sarebbero stati letteralmente sequestrati dai parenti dopo il decesso della loro congiunta

Presi in ostaggio dai parenti di una donna deceduta per un arresto cardiaco, dopo che i tentativi di rianimazione non erano andati a buon fine. E’ quanto accaduto mercoledì scorso agli equipaggi di due ambulanze del 118 a Rossano-Corigliano, in Calabria.

La postazione di emergenza territoriale è stata chiamata per una persona in pericolo di vita. Inizialmente, in assenza di un’ambulanza con medico a bordo, la centrale ha mandato sul posto un mezzo con due autisti soccorritori. Subito dopo, non appena si è resa libera, è stata inviata un’ambulanza con medico e infermiere.

Tuttavia, né l’intervento dei primi soccorritori, né quello del camice bianco sono riusciti a tenere in vita la paziente.

I parenti, convinti che vi fosse stata inefficienza nell’organizzazione dei soccorsi hanno letteralmente sequestrato gli operatori sanitari chiudendoli in casa. La situazione si è risolta solamente dopo l’arrivo dei carabinieri, chiamati per constatare la presunta trascuratezza dei soccorsi.

“La presenza del medico a bordo dei mezzi di soccorso del SET 118 non solo non è accessoria, al contrario, è indispensabile, per assicurare al cittadino in imminente pericolo di vita diagnosi e terapia potenzialmente salvavita”.

Questo il commento del presidente del Sis 118 Mario Balzanelli che parla di “inalienabile standard di garanzia”.

“E’ assurdo – aggiunge Balzanelli – che il legislatore non abbia provveduto negli ultimi 27 anni a sancire uno standard di medicalizzazione dei mezzi del 118 uguale per tutti i territori regionali. Ma, ancor più, che in alcune regioni non siano neanche state previste le piante organiche mediche del SET 118, ricorrendo a sprechi assai ingenti”.

A questo si aggiunge – sottolinea il presidente dell’organizzazione – “la vera e propria fuga dal sistema di emergenza da parte dei medici considerando la scarsa attrattività dei contratti”. E’ pertanto indispensabile, secondo il SIS 118, provvedere a misure incentivanti, che contemplino i rischi reali del servizio nelle postazioni, mobili e fisse. Indennità che dovrebbero essere calcolate e corrisposte anche agli infermieri e agli autisti-soccorritori.

Balzanelli, infine, conclude sollecitando il ministro della Salute Roberto Speranza a mettere mano alla riforma istituzionale del Sistema 118 nazionale. 

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