L’attività investigativa delle Fiamme Gialle ha portato alla luce un sistema fraudolento che prevedeva il rilascio di falsi certificati di invalidità civile per il conseguimento di erogazioni pubbliche

Corruzione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso. Sono i reati contestati a quattro persone residenti nel napoletano e nel casertano. Nei loro confronti, il GIP del Tribunale di Napoli Nord ha emesso un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari, eseguita ieri dagli uomini delle Fiamme Gialle della compagnia di Aversa. L’attività investigativa ha avuto origine dall’accertamento di due episodi connessi al rilascio di falsi certificati di invalidità civile nei confronti di soggetti dimoranti nell’agro aversano.

Le successive indagini hanno consentito, secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, di ricostruire il modus operandi utilizzato per conseguire indebitamente le erogazioni pubbliche. Gli indagati, tra i quali anche il titolare di un CAF nonché collaboratore di un patronato, per garantire il riconoscimento delle invalidità ai loro parenti ed amici, si sarebbero avvalsi della complicità di un medico, Presidente di una Commissione medico-legale nonché collaboratore esterno dell’lnps di Caserta.

Il professionista, dietro illecito compenso, avrebbe falsamente certificato a favore dei beneficiari, senza neppure sottoporli alle prescritte visite mediche, una percentuale di invalidità tale da far ottenere loro la relativa indennità, unitamente alla prestazione aggiuntiva dell’accompagnamento e agli altri benefici previsti dalla legge 104/92.

Gli ulteriori approfondimenti investigativi, effettuati dai finanzieri con la collaborazione dell’lnps di Caserta, avrebbero consentito di individuare altre 75 pratiche di riconoscimento di invalidità civile gestite dallo stesso medico e caratterizzate da irregolarità istruttorie.

In particolare, nella maggioranza dei casi, il medico avrebbe effettuato l’accesso allo specifico portale, attestava telematicamente la falsa invalidità. Il tutto senza aver effettuato alcuna visita medica e senza aver esaminato il relativo fascicolo sanitario, peraltro in molti casi mai creato. A tal fine, il camice bianco avrebbe creato false commissioni di cui facevano parte altri ignari medici.

Alcuni dei beneficiari, sottoposti a visita di revisione straordinaria da parte di un’apposita Commissione Medico-Legale inviata dalla Direzione Generale dell’INPS di Roma, sono risultati sprovvisti dei requisiti necessari per il riconoscimento dell’invalidità civile o per l’assegnazione di una percentuale di invalidità tale da permettere l’ottenimento dei benefici aggiuntivi di legge.

Gli inquirenti, infine, avrebbero individuato delle anomalie nella gestione dell’ufficio liquidazioni dell’INPS di Aversa.

Qui una dipendente, addetta al pagamento delle indennità di invalidità civile, in concorso con il collaboratore del CAF, accelerava i pagamenti delle indennità, a fronte del pagamento da parte degli utenti, in alcuni casi,  di cifre pari a circa € 250,00 a pratica.

Tutti le erogazioni risultate frutto di false sono state revocate, facendo cosi risparmiare alle casse dello Stato una somma stimata intorno ai centomila euro mensili. Le persone beneficiarie dal sistema fraudolento sono finite sotto inchiesta.

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