Farmaci innovativi, Lorenzin: spese rappresentano un investimento

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Per il ministro, che ha ipotizzato l’inserimento dei nuovi farmaci oncologi nel fondo per i farmaci innovativi, occorre effettuare delle valutazioni costo-beneficio dei nuovi farmaci cercando di quantificare il risparmio derivante dalla spesa evitata

“Stiamo ragionando e vedendo le coperture al fine di inserire all’interno del fondo per i farmaci innovativi anche parte dei nuovi farmaci oncologici, ovviamente quelli che hanno un tasso di innovazione più alto e che fanno la differenza”. Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine di un convegno svoltosi a Roma nell’ambito del quale è stato presentato “L’innovazione sostenibile”, il nuovo libro del direttore generale dell’Aifa Luca Pani.

“Ne stiamo parlando nell’ambito della riforma della governance del farmaco”, ha precisato Lorenzin ricordando che l’Italia è stato il primo Paese in Europa ad istituire un fondo per i farmaci innovativi in cui sono previsti finanziamenti per i farmaci contro l’epatite C, che, sottolinea il Ministro, “dobbiamo rifinanziare il prossimo anno”.

I prodotti innovativi già arrivati o in arrivo rappresentano una sfida per la sostenibilità dei sistemi sanitari mai affrontata finora soprattutto dal punto di vista dei costi. A tal proposito il Ministro ha affermato che occorrerà effettuare delle valutazioni costo-beneficio dei nuovi farmaci, tenendo conto dei costi evitati, come ad esempio quelli determinati dalla riduzione delle malattie croniche. In questo senso la spesa per i farmaci innovativi da emergenziale dovrebbe diventare strutturale ed essere considerata come un vero e proprio investimento.

Nel corso dell’incontro l’autore del libro presentato, Pani, ha sottolineato come i servizi sanitari nazionali siano i soli oggi in grado di reggere assieme i costi di generici, antibiotici e terapie innovative. “Non illudetevi che le assicurazioni private possano sostenere l’onere delle nuove terapie in arrivo – ha affermato il direttore dell’Aifa – magari con premi elevatissimi potranno coprirne alcune ma non tutte. L’unico negoziatore-pagatore che potrà farlo è il Servizio sanitario nazionale, che rappresenta l’unico modello possibile per innovare l’assistenza farmaceutica nel nostro Paese”. Pani ha poi sottolineato come occorrano nuovi modelli nel negoziato con l’industria e in particolare come sia necessario abbandonare i sistemi di “risk sharing” e “cost sharing” puntare sul cosiddetto “payment by results”, ovvero la rimborsabilità dei farmaci dal Ssn all’industria solo per quei pazienti che rispondono alla terapia.

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