Frattura delle caviglie post caduta, avviata azione risarcitoria

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Una giovane alla vigilia delle nozze ha riportato la frattura delle caviglie dopo essere inciampata a causa di un dislivello di un marciapiede

Un viaggio a Napoli, pochi mesi prima del matrimonio e della luna di miele in Messico, è costato caro a una ventinovenne reggiana e al futuro marito. La ragazza, infatti, lo scorso luglio, a causa di un insidioso dislivello nella pavimentazione di un marciapiede, è inciampata cadendo a terra e riportando la frattura delle caviglie.

Dopo i primi soccorsi prestati nel capoluogo partneopeo, prima al San Giovanni Bosco e poi all’ospedale del Mare, la giovane ha deciso di ricoverarsi nell’istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, dov’è stata sottoposta a un intervento di osteosintesi alla caviglia sinistra.

Dimessa dall’ospedale il 29 luglio, la paziente è stata costretta a portare a lungo gli stivaletti gessati, ad acquistare una carrozzina e il letto ortopedico, per poi iniziare una lenta riabilitazione. Ma soprattutto, la prospettiva di doversi presentare all’altare in sedia a rotelle l’ha portata ad annullare il matrimonio, in programma il primo settembre, oltre ovviamente al banchetto nunziale e al viaggio di nozze, già prenotati. Il tutto, naturalmente, subendo danni patrimoniali, oltre che fisici e morali.

Da qui la decisione di intraprendere un’azione legale per vedersi riconoscere un giusto risarcimento dal Comune di Napoli.

L’Ente municipale, tuttavia, come riferito dai legali della vittima, avrebbe risposto, attraverso l’Avvocatura generale, di non essere titolare di polizze assicurative per i sinistri ex art. 2015 del codice civile, quelle cioè per la responsabilità civile verso terzi. A nulla ha portato anche il tentativo di rivolgersi alla società multiservizi partecipata del Comune, che avrebbe fatto sapere di non essere responsabile per i marciapiedi e le strade, ma solo dei cantieri aperti per il ripristino del manto stradale.

Considerato che, come riferisce “il Messaggero”, il Comune partenopeo non ha un referente per trattare stragiudizialmente la vertenza e arrivare a una transazione sull’indennizzo dovuto, la vicenda rischia di approdare in Tribunale. Anche se – denunciano gli avvocati che seguono la pratica – il caso rischia di protrarsi a lungo visto che a Napoli, dal gennaio 2015 al gennaio 2019 le domande risarcitorie sul genere (soprattutto per le buche) sarebbero 3.800.

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