Il centauro è stato salvato, dopo un grave incidente di moto, grazie al lavoro di squadra degli operatori sanitari del Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena

Sono servite decine di interventi chirurgici e procedure salvavita. Alla fine, però, dopo 4 mesi di degenza e 100 giorni in terapia intensiva, un ragazzo rimasto gravemente ferito a seguito di un incidente di moto, è tornato a casa. A salvarlo, grazie a un gran lavoro di squadra, sono stati gli operatori sanitari dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese.

“Il giovane paziente– spiega il direttore sanitario, Roberto Gusinu –  è arrivato in ospedale in condizioni disperate e solo la grande competenza e capacità dei nostri professionisti hanno consentito di raggiungere un risultato straordinario, che abbiamo deciso di raccontare anche per evidenziare quanto sia importante l’alta specializzazione unita alla capacità di fare squadra e alla presa in carico delle complicanze”.

Nello specifico, il centauro è giunto in Pronto Soccorso con un problema molto importante agli organi addominali: è stato stabilizzato dai professionisti dell’emergenza ed è stato preso subito in carico dall’équipe dell’UOC Chirurgia Generale ed Epatobiliopancreatica.

Successivamente è sopraggiunta un’embolia polmonare massiva in fase acuta post-trauma, risolta dal professor Eugenio Neri, responsabile UOSA Chirurgia dei Grossi Vasi. “Quando il paziente è andato in arresto cardiaco – spiega lo specliasta – è stato necessario intervenire in urgenza con procedura di circolazione extracorporea, con avanzati mezzi di perfusione ed un intervento per rimuovere l’embolo polmonare”.

Il paziente ha avuto bisogno di ripetuti interventi di chirurgia epatica maggiore eseguiti con successo dal dottor Marco Farsi, direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche. “Il paziente – aggiunge Farsi – è stato poi sottoposto a diverse altre procedure di chirurgia toracica, ortopedica, plastica e vascolare. Dovrà seguire un percorso riabilitativo importante e ci saranno altri interventi e trattamenti da fare, ma comunque è in via di guarigione ed è finalmente a casa con la sua famiglia. Questo per noi è il risultato più importante”.

Tantissimi i reparti che hanno seguito il paziente: insieme alla Chirurgia generale ed epatobiliopancreatica e alla Chirurgia dei grossi vasi, la Chirurgia toracica, l’Ortopedia ad indirizzo traumatologico, il Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, l’Anestesia e Rianimazione cardio-toraco-vascolare, l’Anestesia e Rianimazione DEA e dei Trapianti, l’Anestesia e Rianimazione perioperatoria, la Chirurgia Vascolare, la Radiologia interventistica, la Chirurgia plastica, la Gastroenterologia ed endoscopia operativa, l’Endoscopia Biliopancreatica ed ecoendoscopia, la Radiologia diagnostica e il Pronto Soccorso, oltre a tutto il personale di sala operatoria, perfusionisti, tecnici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, biologi, farmacisti e operatori socio-sanitari.

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