La delibera del Consiglio dei Ministri fa seguito agli accertamenti degli scorsi mesi relativi alle infiltrazioni mafiose nella sanità pubblica provinciale

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro. L’amministrazione dell’Ente è stata affidato a una commissione di gestione straordinaria. Si tratta della seconda Asp calabrese che viene sciolta per infiltrazioni mafiose nel 2019, dopo quella di Reggio Calabria.

Il provvedimento fa seguito all’inchiesta denominata ‘Quinta Bolgia’, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che nei mesi scorsi aveva fatto emergere gli intrecci tra sanità pubblica e clan, con particolare riferimento all’ospedale di Lamezia Terme. Qui, la malavita si sarebbe accaparrata il monopolio di alcuni servizi come quello delle ambulanze e dei carri funebri, ma anche quelli relativi alla fornitura di materiali sanitari e al trasporto del sangue.

“La situazione della sanità in Calabria è molto seria” ha dichiarato il Ministro della Salute Roberto Speranza. “Il rispetto rigoroso del principio di legalità sarà essenziale per aprire una stagione in cui il diritto alla salute venga effettivamente garantito”.

Per l’ex titolare del dicastero di Lungotevere Ripa Giulia Grillo “lo scioglimento dell’Asp di Catanzaro conferma che il decreto Calabria è la strada giusta per riportare la legalità e tutelare finalmente i cittadini calabresi vittime da troppi anni della malagestione nella sanità”.

I parlamentari calabresi del M5S Francesco Sapia, Bianca Laura Granato, Paolo Parentela e Giuseppe d’Ippolito sottolineano come il provvedimento del CdM sia “indicativo della patologia principale da cui è affetto il Servizio sanitario della Calabria, cioè la sudditanza rispetto ad un sistema di potere che finora ha potuto agire incontrastato tra complicità e silenzi”. Da qui la richiesta al Ministro Speranza e a Luigi di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, a prendere in mano al più presto la situazione, “dotando le aziende del Servizio Sanitario Regionale di vertici capaci di garantire legalità e tutela della salute con indipendenza e coraggio”.

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