Il lavoratore non ha indicato le modalità con cui l’incidente occorso si sarebbe verificato, procurandogli gravissimi danni al piede, né se fossero presenti terze persone e se qualcuno prestò soccorso (Tribunale di Lecce, Sentenza n. 3400/2021 del 18/10/2021-RG n. 7471/2018)

Il ricorrente, premesso di aver lavorato dall’aprile 2013 all’11.05.2017 e di essere stato adibito alle mansioni di addetto al montaggio e smontaggio di attrazioni per bambini, riconducibili al livello 4 del CCNL per i dipendenti del settore produzione culturale e dello spettacolo. Espone che alle ore 13,30 dell’11.05.2017, in Maglie, mentre era intento nel montaggio di una giostra, aveva subito un infortunio sul lavoro che gli aveva procurato gravissimi danni al piede sinistro (frattura del II, III, IV e V metatarsale) e, pertanto, chiede, previo accertamento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato la condanna del predetto datore di lavoro e dell’Inail, in solido o per quanto di competenza, al risarcimento del danno nella misura quantificata in euro 18.980,77.

Il Giudice ritiene il ricorso infondato.

Non è emersa nel corso del giudizio alcuna prova in merito alla sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra le parti in causa, né in merito alle modalità con cui l’infortunio si sarebbe verificato.

I testi indicati da parte ricorrente si sono limitati a riferire di avere visto qualche volta il ricorrente aiutare per montare le giostre o ritirare i biglietti; non sono stati in grado però di riferire se tale attività si svolgesse con frequenza e sistematicità.

Totalmente mancante la prova della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra le parti.

Pacifico che l’elemento decisivo che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato è l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore di lavoro ed il conseguente inserimento del lavoratore in modo stabile ed esclusivo nell’organizzazione aziendale, mentre costituiscono indici sintomatici l’assenza del rischio di impresa, la continuità della prestazione, l’obbligo di osservare un orario di lavoro, la cadenza e la forma della retribuzione, l’utilizzazione di strumenti di lavoro e lo svolgimento della prestazione in ambienti messi a disposizione dal datore di lavoro.

Gli esiti delle dichiarazioni testimoniali sono generici, in quanto nessuno dei testi è stato in grado di riferire per conoscenza diretta del rapporto intercorso tra le parti in causa e delle modalità attraverso cui tale rapporto si è (in ipotesi) svolto.

Ne consegue che le domande volte al risarcimento del danno ex art. 2087 c.c. e all’Inail delle prestazioni assistenziali di competenza vengono rigettate.

Ad ogni modo, rileva il Giudice, che i testi escussi non sono stati in grado di riferire alcunché in merito all’incidente occorso al ricorrente, di cui hanno avuto notizia solo per averlo appreso dallo stesso ricorrente o da terze persone.

Oltre a ciò, anche le allegazioni dell’attore sono del tutto generiche e non è possibile comprendere le modalità con cui l’incidente occorso si sarebbe verificato, se fossero presenti terze persone, se qualcuno prestò soccorso al ricorrente infortunato o lo accompagnò in ospedale o altrove.

Il ricorso viene integralmente rigettato e le spese di lite, liquidate in euro 1.800,00, vengono poste in capo del ricorrente.

Avv. Emanuela Foligno

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