La cessazione della materia del contendere si verifica per effetto della sopravvenuta carenza d’interesse della parte alla definizione del giudizio e, quindi, ad una pronuncia sul merito (Tribunale di Ivrea, Sez. Lavoro, Sentenza n. 306/2021 del 14/10/2021 RG n. 953/2020)

Il lavoratore chiede accertarsi che l’infortunio sul lavoro occorsogli in data 21.8.2018 gli aveva cagionato un danno biologico permanente nella misura del 6% e che il periodo dal 2.12.2019 al 31.7.2020, indennizzato dall’INPS come malattia comune, fosse invece da qualificarsi come ulteriore periodo di inabilità temporanea assoluta, e quindi conglobato nell’infortunio.

L’Inail si costituisce in giudizio eccependo l’improponibilità della domanda volta al riconoscimento di un ulteriore periodo di inabilità assoluta, stante l’assenza della preventiva domanda amministrativa, e l’improcedibilità della domanda volta all’accertamento della sussistenza di postumi permanenti conseguenti all’infortunio sul lavoro alla data di chiusura dell’invalidità temporanea, stante il mancato esperimento di un preventivo ricorso amministrativo.

In corso di causa l’Inail conglobava il periodo 2.12.2019 al 31.7.2020, come ulteriore periodo di inabilità temporanea assoluta collegato all’infortunio ed erogava le previdenze conseguenti.

Le parti, quindi, chiedono dichiararsi la cessazione della materia del contendere.

Il Giudice accoglie la concorde richiesta di cessata materia del contendere in relazione alla domanda di risarcimento del danno biologico.

Al riguardo precisa che: “La cessazione della materia del contendere si verifica per effetto della sopravvenuta carenza d’interesse della parte alla definizione del giudizio e, quindi, ad una pronuncia sul merito. Essa postula, cioè, che siano accaduti nel corso del giudizio fatti tali da determinare il venir meno delle ragioni di contrasto tra le parti e, con ciò, dell’interesse all’azione” (Cass. 10553/2009).

L ‘istituto, infatti, ha riconosciuto che dall’infortunio è conseguito un danno permanente del 6% e ha provveduto a corrispondere integralmente l’indennizzo in capitale previsto dalla legge.

Ne consegue il venir meno dell’interesse delle parti ad una pronuncia del Giudice sulla questione.

In ordine alle spese, secondo il Giudicante, vi sono giusti motivi per procedere alla compensazione tra le parti.

Una delle due domande è stata rinunciata dal ricorrente, se è vero che l’Istituto in prima battuta abbia negato la prestazione richiesta è altrettanto vero che, qualora il ricorrente avesse provveduto a ricorrere in via amministrativa prima di instaurare il giudizio, probabilmente l’Inail avrebbe emendato l ‘errore commesso, come effettivamente è poi avvenuto.

Conclusivamente, il Tribunale dichiara cessata la materia del contendere e compensa le spese di giudizio.

Avv. Emanuela Foligno

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