In fase amministrativa l’Inail stima i postumi permanenti nella misura dell’8%, ma il lavoratore ritiene maggiori le conseguenze permanenti subite (Tribunale di Roma, Sez. III Lavoro, Sentenza n. 5537/2021 del 09/06/2021 RG n. 16199/2020)

Il lavoratore cita a giudizio l’Inail onde ottenere il riconoscimento all’indennizzo per il danno biologico conseguente all’infortunio del 15.5.2017. In particolare, nella data indicata, il ricorrente mentre si allontanava dal posto di lavoro, per raggiungere la fermata dell’autobus sul margine opposto della strada, veniva investito dalla VW Polo. A seguito dell’infortunio subiva lesioni fisiche, trattate anche con intervento chirurgico di sintesi della frattura della gamba destra, con residui postumi permanenti di seria entità.

Deduceva inoltre il ricorrente che all’esito dell’iter amministrativo con l’Inail aveva ottenuto – oltre all’indennità per inabilità temporanea di gg. 198 – una valutazione dell’ invalidità da parte dell’Istituto pari al 8%, inferiore a quella, a suo dire, effettivamente riportata a causa ed in conseguenza dell’infortunio subito.

L’Istituto si costituisce in giudizio contestando la fondatezza della domanda e la causa viene istruita attraverso CTU Medico-Legale.

All’esito dell’istruttoria, il Tribunale ritiene la domanda infondata.

Il CTU nominato ha accertato che, all’esito dell’infortunio in itinere del 15.5.2017, il ricorrente ha riportato ” Esiti di frattura biossea della gamba destra, trattata chirurgicamente di ostesintesi, ben consolidata. Nel caso specifico, si troviamo di fronte ad una frattura biossea del terzo medio della gamba destra, con terzo frammento beante, correttamente trattata chirurgicamente di riduzione ed osteosintesi con chiodo endomidollare bloccato prossimalmente e distalmente. Il soggetto non ha ancora rimosso i mezzi di sintesi, in ogni caso, allo stato attuale – previa visione della documentazione radiologica, appare conservata l’assialità della gamba, non esistono dismetrie, e non si evincono disfunzioni dell’articolarità del ginocchio e della caviglia. Gli esiti cicatriziali sono assai lievi e scarsamente visibili e certamente non rientrano nella categoria delle “cicatrici cutanee deturpanti” oggetto di un trattamento valutativo a parte nelle tabelle di Legge. Ne’ sono state ravvisate altre cicatrici anche nella regione del volto che possano trovare una connessione con l’evento traumatico in oggetto. Nello specifico, le tabelle del D.Lgs. 38.2000 per gli “esiti di frattura biossee della gamba, apprezzabili con indagini strumentali, con disturbi di circolo, in assenza o con sfumata ripercussione funzionale” prevedono la valutazione del danno biologico sino all’8%. Tenendo presente la storia clinico/strumentale e l’odierna obiettività clinica, possiamo sostenere che l’attuale condizione del lavoratore è ampiamente compresa all’interno della valutazione dell’8%, già riconosciuta in sede di visita medica da parte dell’Inail “.

Le predette conclusioni, vengono pienamente condivise dal Giudice, anche in considerazione dell’assenza di controdeduzioni delle controparti.

Per tali ragioni, essendo la misura dei postumi permanenti occorsi al lavoratore, della medesima entità già riconosciuta dall’Inail, il ricorso deve essere rigettato.

Le spese di giudizio seguono la regola della soccombenza.

In conclusione, il Tribunale, in funzione di Giudice del Lavoro, rigetta la domanda; condanna il ricorrente alla rifusione delle spese di giudizio che vengono liquidate in complessivi euro 1.800,00, oltre spese generali e accessori come per legge; pone le spese di CTU integralmente a carico del ricorrente.

Avv. Emanuela Foligno

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