Risarcimento da 3.500 euro per una insufficienza renale acuta causata dai lassativi. È quanto ha dovuto pagare un medico condannato per lesioni personali colpose.
È stato condannato per lesioni personali colpose ai danni di un suo paziente il medico dell’Ospedale Valduce di Como: un suo paziente soffrì di una insufficienza renale acuta causata dai lassativi che lo costrinse a un ricovero di 10 giorni.
Per questa vicenda, il medico ha dovuto anche pagare un risarcimento danni di 3.500 euro.
Ma vediamo cos’era accaduto. I fatti risalgono al febbraio del 2014.
Vittima della insufficienza renale acuta causata dai lassativi è stato un 70enne di Como. L’uomo si è costituito parte civile assieme alla moglie ed è stato rappresentato dall’avvocato Roberto Rallo.
Il 70enne, nel 2014, rischiò parecchio in seguito a una diagnosi che la Procura ha giudicato clamorosamente sbagliata, tanto da condurre il medico poi condannato a processo.
In buona sostanza, l’uomo si era recato al pronto soccorso del Valduce per farsi curare dopo che da tre giorni era vittima di sintomi quali vomito e diarrea. Insomma, una gastroenterite.
Il medico, a quel punto, aveva deciso di prescrivere all’uomo dei lassativi. La prescrizione prevedeva l’assunzione dei medicinali quattro volte al giorno.
Ebbene, secondo il capo d’imputazione, sono stati proprio i lassativi a causare una “ insufficienza renale acuta da disidratazione per gastroenterite”.
Gastroenterite poi diagnosticata da un secondo ospedale in cui il paziente si era recato su consiglio della moglie, ormai stremato e privo di forze.
Al punto che, le dimissioni dal secondo ospedale, sono avvenute dopo un calvario lungo 10 giorni, durante i quali il 70enne si è sottoposto a una cura intensiva idratante e antibiotica.
Il medico che ha prescritto la cura errata causando una insufficienza renale acuta causata dai lassativi è quindi finito con l’essere iscritto sul registro degli indagati da parte del pubblico ministero Antonio Nalesso.
Così, il sanitario è finito in aula di fronte al giudice monocratico di Como.
Il professionista nel corso delle indagini si era difeso depositando una consulenza di parte in cui sosteneva la correttezza dell’approccio terapeutico.
Ma, a quanto pare, le sue colpe sono state riconosciute.
Il giudice monocratico ha infatti condannato penalmente il professionista – un 60enne che era di turno al pronto soccorso dell’ospedale cittadino – anche a ulteriori 300 euro di multa per l’accusa di lesioni personali colpose.
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