Intascava soldi per il rinnovo patenti, ai domiciliari dirigente Asl

0

Addetto al rinnovo patenti per la Asl di Avellino effettuava le sue prestazioni mediche “in nero”, è accusato di falso e truffa

Un dirigente medico dell’Asl di Avellino addetto al rinnovo patenti in Alta Irpinia è stato accusato di falso e truffa ai danni dello Stato. Il dirigente, infatti, intascava i soldi per il rinnovo patenti rigorosamente “in nero” e tali irregolarità, scoperte dalla Guardia di Finanza, riguarderebbero oltre mille pratiche.
Secondo quanto accertato dagli inquirenti, l’ufficiale sanitario del distretto dell’Asl di S.Angelo dei Lombardi, nel suo ruolo di medico-certificatore addetto alle visite per l’accertamento dell’idoneità al rilascio o al rinnovo patenti di guida, avrebbe effettuato prestazioni mediche “in nero” per oltre 23mila euro, soldi che invece sarebbero dovuti finire nelle casse del servizio sanitario nazionale. Inoltre, grazie all’inchiesta coordinata dal Procuratore della Repubblica di Avellino, Rosario Cantelmo, sono stati ricostruiti i meccanismi di una complessa frode ai danni dell’Asl di Avellino.
La Guardia di Finanza avrebbe esaminato oltre 2.200 certificazioni comunicate dal medico al Centro Elaborazione Dati (C.E.D.) del Ministero dei Trasporti, dal gennaio 2014, data di entrata in vigore della nuova procedura telematica, fino al maggio dello scorso anno. Per sostenere la visita medica per rilascio o il rinnovo della patente di guida presso la struttura pubblica, il cittadino, oltre ai rituali versamenti dei diritti di competenza dovuti alla Motorizzazione Civile e all’imposta di bollo prevista, deve effettuare anche un versamento tramite bollettino di conto corrente postale su di un conto dedicato ed intestato alla Tesoreria Asl, quale corrispettivo per la visita medica presso la struttura pubblica.
Ma ciò che è emerso dalle indagini degli inquirenti era ben diverso. Dopo aver raffrontato tutte le visite mediche risultanti al Ministero dei Trasporti con quelle effettuate presso il distretto sanitario di Sant’Angelo dei Lombardi, i finanzieri hanno invece scoperto che non risultava agli atti della struttura sanitaria la documentazione riferita al 42% circa delle visite complessive comunicate dal medico al C.E.D. (oltre 1.100 prestazioni).
È stato quindi accertato che tutti gli utenti avevano pagato la somma dei diritti sanitari dovuti direttamente al medico certificatore il quale, invece di versarle nelle casse dell’ente pubblico, le ha intascate. L’ufficiale sanitario addetto al rinnovo patenti avrebbe anche alterato numerosi bollettini di versamento dei diritti sanitari, modificando i dati degli esecutori dei pagamenti e allegando a diverse pratiche lo stesso bollettino di versamento.
Non è stato quindi difficile per la Guardia di Finanza mettere insieme gli elementi raccolti.
Il risultato sarebbe una truffa che ammonta a circa 36mila euro di diritti sanitari sottratti in maniera fraudolenta all’Asl.
Asl che, come prevedibile, ha disposto la sospensione del medico indagato.

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui