A seguito di intervento di ernia inguinale, il paziente perde la funzionalità del testicolo ma non riceve alcun risarcimento avendo ritardato di farsi ricoverare (Corte di Cassazione, III civile, 11 novembre 2024, n. 28974).
Il caso
Il paziente si è recato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Caltanissetta per dolori all’inguine, viene diagnosticata una ernia inguinale che, secondo i sanitari, andava operata immediatamente. Conseguentemente, il paziente viene trasferito all’Ospedale di Canicattì, dove è stato effettuato l’intervento. Tuttavia, nelle 48 ore successive sono insorte complicazioni che hanno portato alla perdita di funzionalità del testicolo destro.
Per questa ragione viene citata in causa la ASP di Agrigento e il medico esecutore dell’intervento. Il Tribunale di Agrigento previa CTU, ha concluso nel senso che non era ipotizzabile alcuna responsabilità del medico (e di conseguenza della ASP), e che il danno subito era invece riconducibile al ritardo con cui il paziente si era presentato in Ospedale, essendo, a quel punto, la conseguenza dannosa imprevedibile ed inevitabile. Questa decisione è stata confermata in appello, ma il paziente la impugna in Cassazione.
L’intervento della Cassazione
La tesi del ricorrente, che viene respinta dalla Cassazione, è la seguente.
Fatta la premessa che la causa ignota è a carico del medico, il danno si è verificato proprio dopo l’intervento, a causa del mancato monitoraggio del paziente. Su questo punto i Giudici non avrebbero motivato sufficientemente e avrebbero disatteso i principi in tema di responsabilità medica.
È corretto, afferma la Cassazione, che la domanda volta a far valere responsabilità per l’intervento chirurgico errato, si estende anche alla condotta post-operatoria, è anche corretto che l’accertamento in fatto, ossia quello effettuato dal CTU, ha individuato una causa esclusiva del danno, tale da escludere la condotta dei medici come colpevole, però il CTU ha individuato la causa del danno nella stessa condotta del danneggiato, che ha ritardato nel presentarsi al pronto soccorso.
Condotta estranea al medico convenuto in giudizio
Conseguentemente: ha un senso obiettare al Giudice di merito di non avere fatto esame completo della condotta del medico (vale a dire tenendo conto sia della operazione che del post-intervento) quando la causa del danno potrebbe essergli ascritta. È invece superflua quella indagine quando la causa consiste nella condotta del terzo, o in una condotta estranea al medico convenuto in giudizio. Diversamente ragionando, la richiesta di un diverso accertamento comporterebbe contestazione della CTU e dunque richiesta di accertamento di un fatto diverso (la causa non è quella indicata dal CTU ma un’altra), che non è ammissibile in Cassazione.
Riguardo il prestato consenso informato, pure contestato come inadeguato, viene osservato che la mancata indicazione del nome del medico che ha dato le informazioni al paziente non comporta incompletezza della informazione, il cui contenuto essenziale è l’informazione stessa e non chi la fornisce.
Ma oltre a ciò il paziente avrebbe dovuto indicare quali effetti pregiudizievoli ne sarebbero derivati sul piano della sua autodeterminazione, ossia che scelte avrebbe fatto se fosse stato adeguatamente informato, e tale allegazione manca.
In conclusione viene confermata la decisione di merito.
Avv. Emanuela Foligno






Mio marito è stato operato di ernia inguinale bilaterale ha avuto forti dolori ma dopo 12 ore mandato a casa sembra che sia di protocollo con la terapia del caso dopo qualche giorno i dolori non si calmavano e vista la distanza dal domicilio e chiamato l’ospedale che consigliava solo co fortissimi dolor di recarsi al pronto soccorso il medico chiamato a casa consigliava del ghiaccio sulla parte dolorante che migliorò ma il testicolo restava duro anche se poco dolorante da una ecografia fatta il giorno stabilito y togliere i punti il testicolo non è irrorato si consiglia di lasciar perdere vista l’età 78 anni del paziente vi sembra giusto? Se volete può essere eliminato ma lo deve decidere il paziente e con che rischi futuri?