Intestino ritorto non diagnosticato, paziente muore

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La Procura ha aperto un inchiesta per chiarire se vi siano responsabilità mediche, in particolare in ordine all’individuazione della patologie, inizialmente scambiata per pancreatite

E’ morta in Ospedale ad Arezzo dopo 17 ore di ricovero. La donna, 47 anni, è giunta in Pronto soccorso la mattina del 2 febbraio accusando forti coliche intestinali. Dopo i primi accertamenti e una tac, secondo quanto riportato dalla stampa locale sulla base di quanto raccontato dai parenti, le viene diagnosticata una pancreatite. Trascorre tutta la giornata in ospedale ricevendo anche le visite dei cari, ma, intorno alle 20 va in arresto cardiaco. I medici, dopo un’ora di tentativi di rianimazione, riescono a salvarla. A quel punto la paziente viene sottoposta a una nuova tac e portata in sala operatoria. I medici scoprono la vera natura del problema, ovvero la ritorsione dell’intestino con parziale necrosi, ma la donna non riesce a superare l’intervento.
Dopo il decesso la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, inizialmente contro ignoti,  disponendo lo svolgimento dell’autopsia. Nelle prossime ore potrebbero essere recapitati i primi avvisi di garanzia nei confronti del personale sanitario che ha avuto in cura la 47enne. Le indagini hanno l’obiettivo di capire se vi siano delle responsabilità da parte dei medici, in particolar modo in riferimento all’errata diagnosi iniziale, a un’eventuale errata lettura della tac e alla sottovalutazione dei dolori che nel corso della giornata avevano continuato a affliggere la paziente.
Qualora venissero ravvisati errori andrebbe poi verificato il nesso di causalità con il decesso. La patologia in questione, peraltro, sembrerebbe essere di difficile individuazione e secondo fonti della Usl, la diagnosi di pancreatite sarebbe stata la più logica anche in virtù dei pregressi problemi di salute della donna.
L’Azienda sanitaria, intanto, nello stringersi al dolore dei familiare porgendo le proprie condoglianze per la perdita della cara, ha fatto sapere di “aver subito dato indicazione di raccogliere la documentazione al fine di analizzare il percorso con i professionisti coinvolti così da far luce sulle cause del decesso” e di aver richiesto a tale scopo l’accertamento diagnostico sulla salma.
 
 

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