La cartella di pagamento di cui all’art. 25 del D.P.R. 29.09.1973, n. 602 deve contenere, a pena di nullità, l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di successiva notificazione

L’impugnazione della cartella di pagamento

Un contribuente aveva proposto ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli avverso la cartella di pagamento con la quale gli era stato richiesto il pagamento della tassa comunale di smaltimento dei rifiuti solidi urbani per gli anni 2009-2012.

La CTP rigettava il ricorso; parimenti la CTR della Campania rigettava l’appello sul presupposto che la mancata firma del responsabile della iscrizione al ruolo non inficiasse la validità della cartella.

Contro tale decisione il contribuente proponeva ricorso per Cassazione denunciando la violazione e falsa applicazione dell’art. 36 comma 4 ter del d.l. 248/07 convertito in l. 31/08 in relazione all’art. 1 comma n. 3 e 5 per aver la CTR errato nel non ritenere causa di invalidità della cartella al ruolo l’omessa indicazione, oltre che del responsabile della cartella, anche del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo.

La Corte di Cassazione (Sesta Sezione Civile, sentenza n. 9106/2020) ha accolto il ricorso perché fondato.

Come è noto, l’art. 36 comma 4 ter d.l. 248/07 convertito in legge 31/08 prevede espressamente che “la cartella di pagamento di cui all’art. 25 del D.P.R. 29.09.1973, n. 602, e successive modificazioni, contiene altresì, a pena di nullità, l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella. Le disposizioni di cui al periodo precedente si applicano ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal primo giugno 2008; la mancata indicazione dei responsabili dei procedimenti nelle cartelle di pagamento relative a ruoli consegnati prima di tale data non è causa di nullità delle stesse”.

Nel caso in esame, la cartella di pagamento era stata emessa successivamente al 1 giugno 2008, onde ad essa era applicabile il D.L. n. 248 del 2007, art. 36 comma 4 ter, convertito nella L. n. 31 del 2008, che, come premesso, reca la necessità che nella cartella di pagamento figuri l’indicazione del responsabile di iscrizione a ruolo.

Invece, la cartella impugnata recava solamente l’indicazione del procedimento di emissione della cartella e non anche quello del responsabile di iscrizione a ruolo. Ma per i giudici della CTR l’indicazione della società di riscossione era idonea a sopperire alla omessa indicazione del responsabile.

Tale assunto è in realtà smentito dalla giurisprudenza della Suprema Corte che ha enunciato il principio secondo il quale “la formulazione del D.L. n. 248 del 2007, art. 36, comma 4 ter, in attuazione di quanto più in generale già disposto dalla L. n. 241 del 1990, art. 8, comma 2, lett. c), non dà luogo a dubbi.

Ciò che si richiede, per rendere “personalizzato” il rapporto tra Amministrazione e Cittadino, è che si indichi il nome del responsabile del procedimento. A tal fine non è certo sufficiente che si abbia ad indicare l’Ufficio o la struttura che è designata a svolgere il procedimento (quale, nel caso di specie, il Direttore dell’Ufficio preposto all’iscrizione a ruolo). È più che evidente che l’indicazione dell’Ufficio o della Struttura, circostanze, del resto, ben note perché rese pubbliche, non possono realizzare la finalità di rendere “personale” il rapporto, nel caso di specie, con il contribuente. La “personalizzazione” è in funzione della chiara individuazione di una persona fisica responsabile della eventuale inosservanza del singolo procedimento, dovendo il contribuente sapere chi e in quale momento fosse “la persona fisica” appartenente all’Ufficio preposta allo svolgimento del procedimento” (Cass. n. 33565/2018).

In definitiva, la sentenza impugnata è stata cassata e la causa decisa nel merito con l’accoglimento del ricorso originario proposto dal contribuente.  

Avv. Sabrina Caporale

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