L’orientamento prevalente afferma che il ‘ medesimo disegno criminoso ’ presuppone l’unicità dello scopo che il reo si prefigge

Il reato continuato risulta disciplinato dall’art. 81 comma 2 del Codice Penale che prevede una sanzione aumentata sino al triplo per chi con una sola azione ovvero omissione viola diverse disposizioni di Legge oppure commette più violazioni della medesima Legge.

Dunque, gli elementi costitutivi dell’istituto giuridico in parola sono la consumazione di più azioni ovvero di più omissioni, la pluralità delle violazioni di Legge ed infine la sussistenza del medesimo disegno criminoso.

Ebbene, è proprio sul concetto giuridico di “medesimo disegno criminoso” che si sono avuti contrasti in Dottrina e Giurisprudenza.

Infatti, parte degli studiosi del diritto hanno definito il “ medesimo disegno criminoso ” quale programma unitario, ossia l’autore del reato ha programmato sin dall’inizio un piano per poter poi realizzare un unico fine.

L’orientamento prevalente, per contro, afferma che il “ medesimo disegno criminoso ” presuppone l’unicità dello scopo che il reo si prefigge.

Dunque, alla luce della Giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione ormai consolidata sussiste l’ipotesi del reato continuato allorquando l’agente ha, prima dell’inizio dell’esecuzione del primo reato, programmato già tutti i reati che intende consumare.

Per quanto concerne, poi, il trattamento sanzionatorio, il Legislatore ha previsto che si applica la pena prevista per il reato più grave aumentata sino al triplo.

A tal riguardo, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che, riguardo al concetto di violazione più grave, occorre individuare in astratto il reato la cui pena edittale è più alta rispetto agli altri addebiti contestati all’imputato.

Ebbene, da un punto di vista pratico, il riconoscimento del vincolo della continuazione consente senza alcuna ombra di dubbio di contenere la pena da irrogare all’imputato, con la conseguenza che il trattamento sanzionatorio sarà certamente più mite.

 

Avv. Aldo Antonio Montella

(Foro di Napoli)

 

Leggi anche:

IL DOLO E L’ELEMENTO SOGGETTIVO DEL REATO: UN APPROFONDIMENTO

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui