Le pensioni dei professionisti per sostenere il fondo salvabanche?

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Il Governo prova a finanziare Atlante chiedendo appoggio alle casse previdenziali delle libere professioni

Il fondo salvabanche, dall’evocativo nome “Atlante“, si farà: dopo il caso di Banca Etruria, il Governo ha istituito un fondo che potrà intervenire con aumento di capitale nel caso di banche in difficoltà, delle quali potrebbe persino acquistare crediti deteriorati.

Si tratta, per definizione, di un fondo che è votato ad investimenti anche rischiosi ma che dovrebbe essere garantito dalla compartecipazione di banche e assicurazioni anche di grande spessore con possibili quote che arrivino anche a varie centinaia di milioni.

L’obiettivo è quello di un fondo di 5-6 miliardi di euro, ma le sottoscrizioni sono arrivate a 4 miliardi (che rappresentano comunque una cifra base necessaria per partire). E qui entrano in gioco le casse di previdenza privata, quelle delle libere professioni, che, invece, solitamente investono su titoli dal profilo decisamente più prudente.

“La somma dei patrimoni della casse privatizzate – ha spiegato Marco Perelli Ercolini, esperto di temi di previdenza e di gestioni pensionistiche su Doctor 33 – ammonta a oltre 75 miliardi di euro, che sarebbero utili puntelli per sostenere Atlante. Le Casse di previdenza hanno come ‘imperativo categorico’ quello di effettuare investimenti ‘prudenti’, mentre per i salvataggi di banche in difficoltà non si nasconde la ‘rischiosità’; l’interrogativo successivo è: davvero è una necessità che in tempi difficili cambino i criteri con cui vengono investiti i grandi patrimoni degli enti previdenziali?”.

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