La Municipalità a versare oltre 600mila euro a un pensionato per la lesione midollare cervicale riportata dopo una caduta su un marciapiede

“Tetraparesi spastica, arto superiore destro immobile; arto superiore sinistro: articola le dita della mano. Incontinenza totale, indossa pannolone. Non deambula autonomamente; si sposta mediante l’ausilio della carrozzina”. E’ quanto si legge nella consulenza tecnica disposta dalla terza sezione civile del Tribunale di Palermo, sulla base della quale il Giudice monocratico del capoluogo siciliano ha condannato il Comune a versare 625mila euro a un pensionato di 72 anni per una lesione midollare cervicale riportata in seguito a una caduta su un marciapiede cittadino.

L’uomo – come emerge ancora dalla perizia – “non assume la stazione eretta e necessita di massima assistenza nei comuni atti della vita quotidiana”, quali “igiene personale, cura di sé, abbigliamento, alimentazione”. Inoltre ha dovuto ricorrere alle cure di un centro di riabilitazione in provincia di Agrigento, con disagi, spese e difficoltà per entrambi i figli. Anche a questi ultimi è stato riconosciuto un ristoro nella misura di 7 mila euro ciascuno.

Il fatto risale al 2015. 

Il malcapitato, che fino ad allora godeva di buona salute, sarebbe rovinato a terra inciampando a causa della “presenza di un tombino a livello e in prossimità un’area ampia di circa 50 centimetri per 80, con asperità e sporgenze diffuse dell’altezza di circa cinque centimetri”.

E’ quanto emerge dal rapporto redatto dai vigili urbani qualche ora dopo l’incidente; una relazione che, peraltro, sarebbe “conforme alle testimonianze, rese da soggetti non legati alla vittima da vincoli di parentela o amicizia”.

Il Tribunale, quindi, ha ravvisato  la sussistenza del “nesso causale della caduta rovinosa della vittima” con “la disconnessione e il dissesto” del marciapiede, ritenendo la Municipalità responsabile di quanto accaduto. Da li il verdetto di condanna.

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