L’ospedale Molinette sarà il primo centro europeo a potersi avvalere di un sofisticato sistema per la lotta ai tumori caratterizzato da precisione e versatilità

All’ospedale Molinette sbarca la prima Tomoterapia “Radixact” in Italia, che sarà accompagnata da un software di ultimissima generazione per il controllo del movimento respiratorio (Synchrony). L’ospedale piemontese sarà il primo centro europeo a potersi giovare di questo sofisticato sistema per la lotta ai tumori.

Rispetto alle tecniche radioterapiche convenzionali, la tomoterapia elicoidale aumenta significativamente l’efficacia, l’efficienza e la precisione del trattamento radiante, grazie all’apporto di diversi aspetti rivoluzionari. Tra questi: la completa integrazione e sinergia tra il sistema TC per la verifica della centratura e il sistema acceleratore lineare, con l’utilizzazione della stessa sorgente radiante; il movimento elicoidale per l’irradiazione; la presenza di un collimatore multilamellare di tipo binario e di un TPS (Treatment Planning System) dedicato ed integrato nel sistema.

Recentemente il sistema Radixact è stato completato con un sofisticato dispositivo di tracking, che consente di “inseguire”, durante il trattamento, il movimento del tumore, dovuto ad esempio alla respirazione, orientando opportunamente in tempo reale il fascio solo sulla lesione neoplastica, evitando l’irradiazione inutile di tessuti sani.

La nuova piattaforma di Tomoterapia presenta innumerevoli vantaggi clinici.

Nello specifico, consente di effettuare trattamenti ad alto gradiente di dose (IMRT) e con verifica quotidiana della precisione del trattamento (IGRT) in modo molto pratico e veloce. Possiede poi una capacità di conformazione e omogeneità della dose alla lesione neoplastica, non ottenibile con tecniche tradizionali d’irradiazione a fasci esterni, grazie allestrema flessibilità di modulazione del fascio ottenuta attraverso un numero elevatissimo di beamlets (beam elements: fascetti elementari).

Inoltre, si adatta alle diverse condizioni della lesione neoplastica, sia inter frazione (seduta per seduta) che intra-frazione (nel corso della stessa seduta) e l’elevata precisione di irradiazione così ottenibile consente certamente di ridurre la tossicità dei trattamenti e di effettuare programmi di intensificazione della dose per migliorare la probabilità di successo e/o per rendere possibile la somministrazione della radioterapia in un numero molto inferiore di sedute.

Infine, l’elevata consente di trattare sia le piccole lesioni, tipiche della radiochirurgia, sia i grandi campi estesi, sino agli estremi dell’irradiazione corporea totale per trapianto allogenico (Total Marrow Irradiation) e dell’irradiazione craniospinale per alcuni tumori cerebrali pediatrici.

La tecnologia Tomoterapia costerà circa 7 milioni di euro in 7 anni (quindi circa 1 milione di euro/anno per un Dipartimento di Oncologia della CSS che spende circa 70 milioni di euro/anno per farmaci chemioterapici). La disponibilità del sistema – si legge in una nota della Città della Salute di Torino – potrà contribuire a ridurre la mobilità passiva per trattamenti ambulatoriali radioterapici verso la regione Lombardia, molto ricca di offerta radioterapica ad alto contenuto tecnologico.

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