“Ma che sei scemo?” è la nuova campagna di sensibilizzazione contro il tabagismo del Ministero della Salute. A presentarla, il Ministro Beatrice Lorenzin, con la partecipazione dell’attore Nino Frassica che si dice veramente in accordo con il messaggio che chi fuma è scemo. Il Ministero decide, quindi, di combattere i numeri ancora alti di fumatori italiani, con l’ironia, piuttosto che con immagini forti:” Il fumo è il principale problema della salute a livello mondiale ed è un tema che necessita campagne continue di sensibilizzazione” ha motivato il ministro in conferenza stampa. “La campagna – ha osservato Lorenzin – è un po’ in contrasto con il messaggio che si sta dando negli altri Paesi Europei, nei quali si sta facendo una comunicazione più forte. Noi abbiamo voluto usare un metodo più ironico e delicato, ma non per questo meno efficace”.

I dati. Secondo i dati più recenti, diffusi durante la presentazione della campagna, in Italia i fumatori sono circa 10,3 milioni (19,5%) sui 52,3 milioni di abitanti con età superiore ai 14 anni. La popolazione dei tabagisti si divide in 6,2 milioni uomini (24,5%) e 4,1 milioni donne (14,8%). E’ vero che si registra una diminuzione nelle vendita di sigarette: secondo i dati dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (Aams), in Italia negli ultimi 10 anni, periodo 2004-2013, anche grazie all’entrata in vigore della legge Sirchia, il mercato si è ridotto di circa il 25%. Lo scorso anno le vendite dei prodotti del tabacco si sono ridotte del 5,4%, rispetto al 2011. In particolare, le vendite di sigarette sono calate del 5,7%, quasi 2 pacchetti in meno al mese acquistati da ciascun fumatore. Ma è da rilevare che il 70% dei consumatori inizia a fumare prima dei 18 anni di età e il 94% prima dei 25 anni. Ed è questo, secondo il Ministro, il dato più allarmante che è decisa a portare entro fine mese al Cdm un decreto legislativo che recepisce una direttiva tabacco europea, che introdurrà importanti novità, ma soprattutto mira a dissuadere i giovanissimi e a renderli maggiormente consapevoli dei rischi.

Le novità. Nel decreto saranno contenute, fra le altre, le avvertenze combinate fra testo e immagini a colori sulle sigarette che occuperanno il 65% del pacchetto. Poi, il divieto di vendita ai minori di 18 anni anche sulle sigarette elettroniche, l’inasprimento delle sanzioni per la vendita delle bionde ai minori, con revoca della licenza per i tabacchi, il divieto di vendita online, quello del fumo in auto in presenza di minori e gravidanze, l’abolizione dei pacchetti di sigarette da dieci.

I fumatori e rischi. Il tabacco rappresenta un grave problema per la salute nell’Ue e nel mondo, con circa un miliardo di fumatori, di cui circa l’80% vive in Paesi a basso e medio reddito, nei quali il carico di malattia e mortalità collegato al tabacco è più pesante. A livello mondiale, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che il consumo di tabacco uccida attualmente quasi 6 milioni di persone ogni anno, cifra che potrebbe raggiungere gli otto milioni entro il 2030. In Europa, il fumo uccide, ogni anno circa 700.000 persone e milioni di cittadini dell’Ue soffrono di malattie correlate al fumo, tra cui cancro, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie. Circa il 50% dei fumatori muore in media 14 anni prima e chi fuma è affetto per più anni da condizioni precarie di salute nel corso della vita.

In Italia. Nel nostro Paese il fumo attivo rimane la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile, nonostante negli ultimi 50 anni si sia assistito a una graduale diminuzione dei fumatori. Secondo i dati presentati dal Ministero della Salute, si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco in Italia dalle 70mila alle 83mila morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. Per quanto riguarda il carcinoma polmonare, una delle principali patologie fumo-correlate, in Italia mortalità e incidenza sono in aumento tra le donne, divenendo la terza causa di morte per neoplasia, dopo il tumore al seno e al colon-retto. Il fumo passivo. Nel mondo si stima che il fumo passivo provochi 603.000 morti premature (28% bambini, 26% uomini e 47% donne) e la perdita di 10,9 milioni (61% per i bambini, 16% per gli uomini e 24% per le donne) di anni di vita in buona salute. Il maggior numero di morti attribuite al fumo passivo sono causate da infarti, infezioni respiratorie minori tra i bambini e asma tra gli adulti. Secondo i dati dell’indagine Eurobarometro 2012, il 28% degli europei fuma (32% gli uomini e il 24% le donne) e anche se il numero dei fumatori nella UE è in calo (32% nel 2006 e 29% nel 2009), queste persone mettono a repentaglio la loro vita e quella di quanti sono esposti al fumo passivo, tanto che, ogni anno, 19.000 europei non fumatori muoiono per effetto dell’esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro.

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