Fa discutere la vicenda di un medico accusato da 30 pazienti di molestie. L’uomo, un radiologo, avrebbe utilizzato sempre lo stesso modus operandi

È stato chiesto il giudizio per un medico accusato da 30 pazienti di molestie sessuali. Il professionista è un radiologo residente in provincia di Pisa.
L’uomo però ha lavorato anche a Prato e Firenze. Le denunce delle diverse pazienti restituiscono la fotografia di un modus operandi che si ripeteva, identico, nel corso delle visite.
Le donne hanno parlato di palpeggiamenti e proposte di rapporti sessuali durante le visite.

Il medico accusato da 30 pazienti di molestie finirà ora a giudizio.

Le visite, e le conseguenti molesti sessuali, si sarebbe svolte durante i colloqui nei diversi studi privati presso i quali il medico ha lavorato, tra cui Prato e Firenze.
La vicenda era emersa già nello scorso mese di febbraio quando il sostituto procuratore Egidio Celano ottenne dal giudice per le indagini preliminari la sospensione del medico per sei mesi dall’attività professionale.
Il provvedimento era stato deciso in seguito alla prima denuncia presentata, da parte di una donna straniera di 35 anni.

A quella prima denuncia, però, se ne sono aggiunte molte altre. Fino ad arrivare al numero di 30. Attualmente, però, solo quattro donne si sono costituite parte civile.

Secondo quanto trapela dagli inquirenti che mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda, tutte le donne raccontano una storia simile alla prima.
La paziente nel settembre 2016 si doveva sottoporre a un’ecografia addominale, ma ha affermato che il radiologo le avrebbe detto di togliersi le mutandine e avrebbe iniziato a palparla fino ad arrivare alle parti intime.
Fatto questo, sarebbe passato alla esplicita. “Conosco un metodo per farti rilassare – avrebbe detto – Siamo due adulti, lo possiamo fare una volta, poi se non ti sei trovata bene non torni”. La donna non solo non accettò la proposta, ma in seguito raccontò tutto all’associazione “Anna Maria Marino” che le consigliò di denunciare tutto in Procura.
Ieri, 20 dicembre, il giudice dell’udienza preliminare Francesco Pallini ha autorizzato la citazione dei responsabili civili, gli studi dove il medico ha lavorato, e ha rinviato l’udienza preliminare al 23 maggio prossimo.
 
 
 
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