Secondo il rapporto “MedMal” della società di consulenza Marsh sui sinistri nella sanità pubblica, nell’ultimo anno è sceso il numero di casi di infezioni contratte nelle strutture nazionali ma è aumentata la gravità, con una maggiore frequenza dei decessi. Le infezioni sono fra le prime dieci cause di denunce di sinistro nel sistema sanitario nazionale e fra le prime cinque voci di spesa per risarcimenti. Solo nel 2012, ultimo anno della ricerca, sono stati spesi oltre 14 milioni di euro in risarcimenti, 59,5 milioni in totale dal 2004. Ma a preoccupare sono anche gli errori chirurgici, oltre 10mila negli ultimi otto anni, e gli errori nelle diagnosi, arrivati a quota 7.397 dal 2004 al 2012, per un costo totale nei risarcimenti rispettivamente di 437 e 373 milioni di euro. I casi di infezioni, in realtà, si stanno riducendo: le denunce sono diminuite dalle 127 del 2011 alle 104 del 2012 (anche se, considerando il numero medio di sinistri per singolo ospedale, emerge un aumento di casi nel 2012: 3 denunce annue per struttura). Quello che cresce è la gravità: i decessi sono aumentati dall’8,2% al 9,3% del 2012. E soprattutto sono lievitati i costi di risarcimento: oltre 14 milioni di euro contro una media annua di 6,7 milioni di euro. Il risarcimento più alto è stato di 145mila euro, con un costo medio di 115mila euro. Ma quasi il 70% dei casi è ancora aperto.

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