Militare rimasto invalido durante il servizio: è legittimo l’inserimento nella categoria di vittima del dovere (Cass. civ., sez. VI – Lavoro, Ordinanza n. 4480 del 11 febbraio 2022).

Militare rimasto invalido durante il servizio. Intervenendo nello scorrimento della circolazione bloccata a causa di un sinistro stradale viene falciato da un’automobile con postumi permanenti di invalidità.

Militare rimasto invalido durante il servizio. Secondo la Suprema Corte è pacifico che il Carabinieri veniva investito durante l’espletamento di un’attività -comunque- volta alla tutela della pubblica incolumità.

I Giudici di merito respingevano la domanda del Carabinieri finalizzata al riconoscimento di vittima del dovere e dei benefici assistenziali conseguenti.

Secondo la Suprema Corte, invece, è del tutto legittimo considerare vittima del dovere il militare che rimane invalido durante il servizio, dopo essere stato investito da una vettura mentre supportava nelle attività una pattuglia della Polizia Stradale sul luogo del sinistro occupandosi di gestire il traffico per la ripresa della circolazione.

In particolare, nel ricorso in Cassazione il Carabiniere evidenzia che “veniva chiamato in supporto da una pattuglia della Polizia Stradale e, intervenuto sul luogo di un grave sinistro stradale col compito di gestire il traffico e rendere possibile la circolazione – complicata da una fitta nebbia –, era stato investito da una vettura che procedeva a forte velocità e della quale il conducente aveva perso il controllo, e che le gravissime lesioni riportate lo rendevano invalido”.

Ciò che viene rivendicato dal militare rimasto invalido, dunque, è la condizione di vittima del dovere -con le relative previdenze di legge-, in quanto il sinistro in cui rimaneva vittima si è verificato durante una attività finalizzata alla tutela della pubblica incolumità.

Gli Ermellini, preliminarmente esaminano le definizioni di ordine pubblico e tutela della pubblica incolumità  per poi giungere alle provvidenze previste per le vittime del dovere dalla legge del 2005 e sottolineano che non è prevista “la presenza di un rischio specifico diverso da quello insito nelle ordinarie funzioni istituzionali, bastando anche soltanto che l’evento dannoso si sia verificato nel contrasto di ogni tipo di criminalità o nello svolgimento di servizi di ordine pubblico o tutela della pubblica incolumità”.

E difatti, proprio in questa ottica, sottolinea la Corte, deve essere considerata la vicenda in esame del militare rimasto invalido per essere stato investito mentre coadiuvava le attività di soccorso attraverso la gestione della circolazione resa anche difficoltosa dalla fitta nebbia.

L’unica doglianza espressa in Cassazione, inerente la omessa considerazione che la condizione di vittima del dovere sussiste anche nel caso di infortunio occorso nello svolgimento di un’attività funzionalizzata ad adiuvare il lavoro della Polizia Stradale e a tutelare la pubblica incolumità, è fondata.

Le definizioni di ordine pubblico e tutela della pubblica incolumità agli effetti delle provvidenze previste per le vittime del dovere, non prevedono la presenza di un rischio specifico diverso da quello insito nelle ordinarie funzioni istituzionali, bastando anche soltanto che l’evento dannoso si sia verificato nel contrasto di ogni tipo di criminalità o nello svolgimento di servizi di ordine pubblico o tutela della pubblica incolumità.

Per tali ragioni la Corte ritiene che l’attività prestata dal militare rimasto invalido sia ricompresa nelle norme che riconoscono i benefici e lo status di vittima del dovere. 

Avv. Emanuela Foligno

Hai vissuto una situazione simile e vuoi ottenere, in breve tempo, il riconoscimento dei tuoi diritti? Scrivici per una consulenza gratuita di procedibilità a redazione@responsabilecivile.it o invia un sms, anche vocale, al numero WhatsApp 3927945623

Leggi anche:

Infortunio sul lavoro mortale

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui