Vittima dell’episodio un giovane di 28 anni che ha raccontato di aver subito molestie sessuali durante la visita a domicilio del professionista
Il Tribunale di Bologna ha condannato a cinque anni di reclusione una ex guardia medica per il reato di violenza sessuale. Il camice bianco, sposato con due figli, è anche stato sospeso dalla professione medica. L’uomo, di origini iraniane, era accusato di molestie sessuali durante la visita a domicilio di un paziente di 28 anni.
Il fatto risale al settembre del 2014. Il giovane si era rivolto alla guardia medica dichiarando di avere forti dolori al petto e una crisi respiratoria in corso. Il sanitario si era recato a casa del ragazzo per visitarlo ma non aveva riscontrato particolari problemi. Gli aveva quindi prescritto un farmaco per lo stomaco.
Il giovane, tuttavia, secondo quanto ricostruito, iniziò a digrignare i denti ed ebbe una sorta di episodio convulsivo. Il dottore, decise quindi di effettuare una visita più approfondita. Nel frattempo venne chiamato anche il 118.
E’ a quel punto che si sarebbe verificato l’episodio di violenza.
Il 28enne ha infatti raccontato di essere stato palpeggiato nelle parti intime e di aver subito una manipolazione troppo invasiva.
Il medico, da parte sua, ha sempre sostenuto di non aver effettuato tale esame, anche perché privo degli strumenti adatti.
Ma a sconfessarlo sarebbe stata una telefonata effettuata al paziente il giorno successivo, mentre questi si trovava in caserma per presentare denuncia ai Carabinieri. In tale conversazione, registrata dagli investigatori, l’imputato avrebbe ammesso l’esame.
Il collegio di giudici ha quindi accolto la richiesta di condanna avanzata dal Pubblico Ministero. Il legale del professionista, tuttavia, ha già annunciato il ricorso in appello, dopo che saranno depositate le motivazioni della sentenza. Secondo la difesa, infatti, la versione del giovane non rappresenterebbe la verità.
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