Riconosciuto il danno parentale e il danno morale agli eredi di una donna di 58 anni, morta per un’infezione ospedaliera da stafilococco nel 2014 a Palermo

Oltre mezzo milione di euro. E’ la cifra riconosciuta dal Tribunale Civile di Palermo ai figli di una donna morta per un’infezione ospedaliera all’ospedale Ingrassia di Palermo.

Il fatto, come riporta Live Sicilia, risale all’aprile del 2014. La vittima, 58 anni, si era recata in Pronto soccorso dopo essersi procurata una distorsione cadendo dalle scale di casa. Era quindi stata sottoposta a un intervento di riduzione della lussazione mediante l’applicazione di due fili di kirschner per bloccare i frammenti ossei.

Circa dieci giorni dopo l’operazione, il quadro clinico della paziente era improvvisamente peggiorato. Gli accertamenti compiuti avevano evidenziato uno “shock settico post procedura ortopedica”, risultato fatale. Gli ulteriori esami da laboratorio avevano poi confermato che a uccidere la signora era stata un’infezione da stafilococco.

I parenti avevano quindi deciso di intraprendere un’azione giudiziaria nei confronti dell’Azienda sanitaria provinciale, lamentando “un’erronea gestione dell’infezione da parte del personale della struttura ospedaliera”.

Il giudice ha ritenuto di accogliere la loro pretesa risarcitoria, anche sulla base di una conculenza tecnica di ufficio da cui sarebbe emersa “inequivocabilmente” la sussistenza di una responsabilità dei sanitari in relazione alla morte della 58enne. Nello specifico, secondo il perito, per tutto il periodo del decorso post operatorio alla paziente non sarebbe stata praticata alcuna terapia antibiotica. Da li la condanna dell’Asp a ristorare la parte lesa del danno non patrimoniale subito.

I figli, tuttavia, in virtù del momento delicato che sta vivendo la Sanità, segnata dalla pandemia Covid hanno ritenuto “eticamente e moralmente conforme” ritirare l’azione esecutiva “con immediato svincolo delle somme” che era stata attivata dal loro legale per ottenere subito la somma stabilita in sede giudiziaria, confidando “in un pronto e celere pagamento” non appena sarà superato questo periodo di emergenza.

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