Respinto il ricorso dei congiunti di un lavoratore, rimasto vittima di un infortunio in cartiera, rispetto ai criteri di liquidazione del danno adottati dai Giudici del merito

La Cassazione, con sentenza n. 30599/2021 si è pronunciata sul ricorso dei genitori e fratelli un lavoratore che avevano agito in giudizio al fine di vedersi riconoscere il risarcimento di tutti i danni sofferti a seguito della morte del loro congiunto morto per un infortunio in cartiera.

La Corte di appello, in sede di rinvio, aveva ritenuto che la colpa dell’incidente, inizialmente attribuita al solo lavoratore, fosse da ripartire in misure del 70% in capo alla vittima e del 30% a carico dell’azienda, condannando pertanto, quest’ultima al risarcimento del danno subito, liquidato per i genitori in € 75.000,00 ciascuno, e per i fratelli in € 25.500,00 ciascuno.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte, i ricorrenti lamentavano, tra gli altri motivi, che la Corte territoriale aveva liquidato il danno subito dai familiari utilizzando le Tabelle del Tribunale di Milano senza adeguare l’ammontare sulla base della gravità degli effetti prodotti sulla salute fisica e psichica dei congiunti per effetto dell’evento luttuoso.

La Cassazione, tuttavia, ha ritenuto di non aderire alla doglianza proposta rilevando, al riguardo, che se effettivamente nella liquidazione equitativa del danno da perdita del rapporto parentale – diversamente da quanto statuito per il pregiudizio arrecato all’integrità psico-fisica – le tabelle predisposte dal Tribunale di Milano non costituiscono concretizzazione paritaria dell’equità su tutto il territorio nazionale tuttavia, qualora il giudice scelga di applicare i predetti parametri tabellari, nella personalizzazione del risarcimento deve mantenersi nella misura tra il minimo ed il massimo e se intenda discostarsene è tenuto ad indicare le ragioni della sua scelta. Per consentire al giudice di pervenire ad una personalizzazione del danno il più aderente possibile al caso concreto è necessario che la parte interessata alleghi specificatamente le circostanze di fatto che possano giustificare anche una deroga alle Tabelle. D’altro canto la natura unitaria ed onnicomprensiva del danno non patrimoniale, come predicata dalle Sezioni Unite della Suprema Corte, deve essere interpretata, rispettivamente, nel senso di unitarietà rispetto a qualsiasi lesione di un interesse o valore costituzionalmente protetto non suscettibile di valutazione economica e come obbligo, per il giudice di merito, di tener conto, a fini risarcitori, di tutte le conseguenze derivanti dall’evento di danno, nessuna esclusa, con il concorrente limite di evitare duplicazioni risarcitorie, attribuendo nomi diversi a pregiudizi identici, e di non oltrepassare una soglia minima di apprezzabilità, procedendo ad un accertamento concreto e non astratto, dando ingresso a tutti i mezzi di prova normativamente previsti, ivi compresi il fatto notorio, le massime di esperienza, le presunzioni. Quando poi si verta, come nella specie, nel caso di un fatto illecito plurioffensivo, ciascuno è titolare di un autonomo diritto all’integrale risarcimento del pregiudizio subìto, comprensivo, pertanto, sia del danno morale che di quello “dinamico- relazionale”. Ne consegue che nel caso in cui all’illecito, come nella specie, consegua la perdita definitiva del rapporto parentale, ognuno dei familiari superstiti ha diritto ad una liquidazione inclusiva di tutto il danno non patrimoniale subìto, in proporzione alla durata ed intensità del vissuto, tenuto conto della composizione del restante nucleo familiare in grado di prestare assistenza morale e materiale, avuto riguardo all’età della vittima ed a quella dei familiari danneggiati, alla personalità individuale di costoro, alla loro capacità di reazione e sopportazione del trauma e ad ogni altra circostanza del caso concreto che è onere degli interessati allegare e poi dimostrare (anche presuntivamente, secondo nozioni di comune esperienza) mentre sulla controparte graverà la prova contraria di situazioni che compromettono l’unità, la continuità e l’intensità del rapporto familiare.

Nel caso in esame la Corte territoriale aveva esattamente applicato i principi sopra riportati tenendo conto delle specifiche allegazioni delle parti e dando atto della mancanza di qualsivoglia allegazione al riguardo, affermazione che veniva genericamente contrastata con il ricorso che non indicava se, quando e in che termini si era proceduto ad allegare specifiche circostanze che avrebbero dovuto convincere del contrario.

La redazione giuridica

Sei vittima di un incidente sul lavoro? Affidati ai nostri esperti per una consulenza gratuita. Clicca qui

Leggi anche:

Lesione delle giunzione miotendinea prossimale causata da infortunio

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui