I camici bianchi erano indagati per il decesso di un uomo di 40 anni, morto dopo un intervento al collo eseguito in una clinica di Bologna per risolvere un problema di ernia del disco
Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bologna ha condannato a otto mesi un medico in servizio presso una struttura ospedaliera privata accreditata del capoluogo emiliano, rinviando a giudizio altri quattro colleghi. Il caso è quello relativo al decesso di un quarantenne morto dopo un intervento al collo per risolvere un problema di ernia del disco.
Il fatto risale alla primavera del 2017. L’operazione, eseguita il 27 aprile, sembrava essere riuscita, tanto che l’uomo – come ricostruisce Repubblica – nei giorni successivi si era già alzato dal letto e aveva iniziato a camminare. Dopo due giorni, tuttavia, il paziente avrebbe iniziato ad accusare una serie di dolori e malori importanti, che sarebbero stati erroneamente ricondotti dal personale sanitario al post intervento.
Nel giro di poche ore le sue condizioni erano precipitate e la notte del 29 aprile era sopraggiunto il decesso.
In seguito alla denuncia presentata dai familiari della vittima la Procura felsinea aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo con l’obiettivo di fare piena luce sulla vicenda. L’inchiesta, nonostante la richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico ministero, aveva portato all’imputazione coatta degli indagati, accusati dal Giudice per le indagini preliminari di “colpa grave e negligenza” nella gestione del paziente nella fase post operatoria.
Per uno dei professionisti, il medico di guardia la sera del decesso, la vicenda si è chiusa in abbreviato. Per gli altri il processo prenderà il via a giugno.
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