Chiesto il rinvio a giudizio per due professionisti accusati di negligenza, imprudenza e imperizia in relazione al decesso di un uomo morto dopo un intervento per un tumore al rene nel 2016

Due medici dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore rischiano di finire a giudizio per omicidio colposo a conclusione delle indagini sul decesso di un 48enne residente a Scafati, morto dopo un intervento per un tumore al rene nel luglio del 2016. La notizia è riportata dal quotidiano il Mattino.

L’uomo era affetto da neoplasia renale e già nel 2015 era stato operato al rene destro. Per l’accusa, proprio la storia clinica del paziente avrebbe dovuto sconsigliare l’impiego di una tecnica mini-invasiva quale la laparoscopia. Infatti, in base alla conclusioni del consulente incaricato dalla Procura per lo svolgimento degli accertamenti medico legali, la precedente operazione aveva portato alla formazione di “numerose aderenze che rendevano tale scelta di intervento altamente rischiosa”.

A detta del perito, sarebbe stato preferibile procedere con una laparotomia.

Il paziente – riporta sempre il Mattino – sarebbe rimasto sotto ai ferri per circa 8 ore. La morte sarebbe sopraggiunta a causa di una emorragia. In seguito al decesso la moglie della vittima aveva deciso di presentare una denuncia per fare chiarezza sull’accaduto e accertare la sussistenza di eventuali responsabilità sanitarie. La magistratura aveva quindi disposto il sequestro delle cartelle cliniche, aprendo un fascicolo sul caso.

L’inchiesta si è focalizzata in particolare sull’operato di due dei professionisti finiti nel registro degli indagati che, secondo l’ipotesi degli inquirenti, avrebbero agito con negligenza, imprudenza e imperizia. La Procura ha ritenuto, dunque, di chiederne il rinvio a giudizio. Spetterà ora al Giudice per le indagini preliminari decidere se accogliere la richiesta o archiviare il caso.

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