In sala operatoria il musicista ha eseguito brani con ausilio di chitarra acustica e tamburello a mano al fine di preservare le sue abilità creative e di improvvisazione musicale

E’ stato operato al cervello mentre era sveglio ed eseguiva brani musicali con ausilio di chitarra acustica e tamburello a mano. L’intervento, realizzato con tecnica asleep – awake, ha avuto luogo presso la Neurochirurgia universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e ha visto il monitoraggio della creatività del paziente – musicista, polistrumentista e compositore di 35 anni, portatore di un’estesa neoformazione a livello del lobo temporale ed insulare destro – mediante il suono di strumenti musicali in sala operatoria. L’obiettivo era quello di preservare, con la massima probabilità possibile, le sue abilità creative e di improvvisazione musicale, cardine fondante della sua vita privata e lavorativa.

L’operazione è stata eseguita dall’équipe dedicata all’awake surgery. Hanno collaborato gli anestesisti dell’Anestesia e Rianimazione 2 ospedaliera e degli psicologi della Psicologia Clinica ed oncologica universitaria.

Dopo la prima fase in narcosi, durante la quale è stato eseguito l’accesso chirurgico, il paziente – spiegano dalle Molinette – è stato risvegliato in sala e si è proceduto con il brain mapping al fine di identificare un’area corticale ‘safe’ da cui iniziare ad aggredire la lesione.

Durante il brain mapping il paziente ha alternato alla testistica ‘classica’ somministrata dalla neuropsicologa, momenti di improvvisazione ed esecuzione di brani musicali con ausilio di chitarra acustica e tamburello a mano. Tale monitoraggio è proseguito anche durante l’exeresi tumorale secondo i criteri della ‘maximal safe resection’. Al termine della procedura il paziente non ha riportato alcun deficit; il controllo TC post operatorio ha dimostrato il buon esito della stessa.

Non è la prima volta che l’équipe del nosocomio torinese utilizza la metodica della chirurgia a paziente sveglio. Già da qualche tempo il gruppo sfrutta la possibilità di testare le cosiddette ‘funzioni superiori’ dell’essere umano in sala operatoria, durante la rimozione di selezionate lesioni espansive cerebrali, al fine di ottenere un’exeresi massimale con minimi rischi di deficit neurologici permanenti per il paziente, monitorandone, tramite opportuna testistica,  funzioni come linguaggio, insight, abilità visuo spaziali, non altrimenti monitorabili in condizioni di narcosi.

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