Sentenza da studiare con particolare attenzione soprattutto da parte dei medici legali in quanto i poteri del CTU hanno confini ben stabiliti

La Cassazione fa il punto sui poteri del CTU, argomento che spesso vede le parti del processo “litigare” anche in sede di contraddittorio. E’ giusto finanche demandare al CTU la verifica dell’informazione al paziente da parte dei sanitari?

Oppure, può il ctu acquisire documentazione non allegata dalle parti in sede di giudizio di merito (dopo l’udienza ex art. 183 cpc) soprattutto se relativa a fatto nuovo e non secondario?

Una sentenza asettica che, nel caso specifico, e per personale riflessione, non permette alle parti di presentare documenti di dubbia veridicità.

Si tratta di un caso di deposito, da parte dei convenuti, di copie di cartelle cliniche non uguali a quelle presentate (in copia conforme) dalla parte attrice che, tra l’altro, non contenevano il modulo di consenso informato debitamente sottoscritto dal paziente.

Tanti sono gli spunti che offre questa sentenza dell’ammirabile Cons. Rossetti che si approfondiranno nelle prossime tavole rotonde medico legali dell’Accademia della Medicina Legale.

Riportiamo di seguito lo stralcio “conclusivo della sentenza in questione (Cassazione civile sez. III, 06/12/2019, n.31886):

“…Debbono dunque affermarsi, in conclusione di quanto sin qui esposto, i seguenti principi di diritto:

(a) il c.t.u. non può indagare d’ufficio su fatti mai ritualmente allegati dalle parti;

(b) il c.t.u. non può acquisire di sua iniziativa la prova dei fatti costitutivi della domanda o dell’eccezione, nè acquisire dalle parti o da terzi documenti che forniscano quella prova; a tale principio può derogarsi soltanto quando la prova del fatto costitutivo della domanda o dell’eccezione non possa oggettivamente essere fornita coi mezzi di prova tradizionali;

(c) il c.t.u. può acquisire dai terzi soltanto la prova di fatti tecnici accessori e secondari, oppure elementi di riscontro della veridicità delle prove già prodotte dalle parti;

(d) i principi che precedono non sono derogabili per ordine del giudice, nè per acquiescenza delle parti;

(e) la nullità della consulenza, derivante dall’avere il c.t.u. violato il principio dispositivo o le regole sulle acquisizioni documentali, non è sanata dall’acquiescenza delle parti ed è rilevabile d’ufficio…”.

Ecco perchè i poteri del CTU sono limitati!

Dr. Carmelo Galipò

(Pres. Accademia della Medicina Legale)

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