Il medico è stato ritenuto responsabile il ritardo nell’effettuazione del parto e delle conseguenti lesioni del neonato, che gli hanno provocato un’invalidità del 100 per cento

Condanna a due mesi di reclusione per lesioni colpose. E’ quanto disposto dal giudice monocratico del Tribunale di Frosinone a conclusione del procedimento penale a carico di una ginecologa in servizio all’epoca dei fatti presso il nosocomio del capoluogo ciociaro.

E’ l’agosto del 2009 quando una donna alla prima gravidanza si reca in ospedale in seguito alla rottura delle membrane. Nonostante le ripetute richieste di taglio cesareo da parte della paziente, solo 24 ore dopo i sanitari decidono di indurre il parto naturale con la manovra di Kristeller.

Il bimbo alla nascita presenta subito segni di asfissia e viene intubato. ll giorno dopo le sue condizioni peggiorano, tanto da essere trasferito ‘in stato comatoso’ all’Ospedale Bambino Gesù di Roma dove rimane per tre mesi per poi essere nuovamente trasferito nel dipartimento di riabilitazione pediatrica a Fiumicino. Dopo sette mesi il piccolo torna a casa ma è costretto a sottoporsi a continue attività di riabilitazione.

Il consulente della procura ha stabilito che le gravi lesioni, che hanno provocato al bimbo un’invalidità del 100 per cento, sarebbero imputabili al ritardo nell’effettuazione del parto; era infatti “necessario avviare le procedure” per “un taglio cesareo, da ritenersi necessario, urgente, non differibile”.

Ieri la pronuncia del Tribunale con la condanna della ginecologa, mentre è stata assolta la seconda imputata nel processo, un’ostetrica accusata di falso per la presunta alterazione della cartella clinica. Per i due imputati il pubblico ministero aveva avanzato la richiesta di otto mesi di pena.

La condanna penale fa seguito a quella in sede civile dello scorso maggio, che ha stabilito la liquidazione di un risarcimento al neonato e ai suoi genitori di una cifra complessiva pari a 3.982.264 euro, per metà a carico dell’Azienda sanitaria locale di Frosinone e per l’altra metà da dividersi tra i due medici, i quali avevano tuttavia preannunciato il ricorso in appello.

 

Hai avuto un problema analogo e ti serve una consulenza gratuita? scrivi a redazione@responsabilecivile.it o telefona al numero 3927945623

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui