Da gennaio via alla fase pilota a Bologna. Si stima che con l’offerta del Nipt (Non invasive prenatal test), gli esami invasivi (villocentesi, amniocentesi) non necessari diminuiranno circa del 50%

L’Emilia Romagna sarà la prima regione in Italia a introdurre gratuitamente per tutte le donne residenti in stato di gravidanza – indipendentemente dall’età e dalla presenza di fattori di rischio –  il Nipt (Non Invasive Prenatal Test), un innovativo test di screening non invasivo e  sicuro per donna e feto.

Il Nipt, che consiste in un semplice prelievo di sangue, consente di prevedere con un alto grado di attendibilità alcune alterazioni dei cromosomi, e cioè le trisomie 21 (sindrome di Down), 18 (sindrome di Edwards) e 13 (sindrome di Patau). Il tutto già dalla decima settimana di gestazione e con una sensibilità e una specificità che arrivano all’incirca al 100% nell’individuazione del rischio di sindrome di Down e di trisomia 13, e poco inferiori nella trisomia 18.

L’esame, quindi, è destinato a limitare sempre di più il ricorso all’amniocentesi e alla villocentesi.

Da gennaio 2020 sarà avviata una fase pilota della durata di nove mesi che riguarderà l’area metropolitana di Bologna. In tale periodo il test sarà proposto con specifica informativa e a costo zero alle donne residente nel capoluogo che prenotano test di diagnostica prenatale – il cosiddetto ‘test combinato’ – nelle strutture del Servizio sanitario regionale. Al termine del periodo pilota, sarà esteso gratuitamente a tutto il territorio, da Piacenza a Rimini, sempre nelle strutture pubbliche.  

Finora il NIPT non veniva rimborsato dal Servizio sanitario regionale, e poteva essere eseguito solo ricorrendo a laboratori privati, con un costo medio di 700 euro. Dal nuovo anno, nella fase pilota, sarà offerto in modo completamente gratuito. Si stima che non meno del 70% delle gestanti, a regime, faranno richiesta di effettuare il NIPT, e che gli esami invasivi (villocentesi, amniocentesi) non necessari diminuiranno circa del 50%.

In Emilia-Romagna l’introduzione del NIPT è stata valutata positivamente dal Tavolo regionale della Genetica e dalla Commissione nascita.

In particolare, l’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale ha avuto il compito di formulare una valutazione tecnico-scientifica sul tema. L’Osservatorio regionale per l’innovazione dell’Agenzia ha analizzato, assieme a un tavolo misto, i dati scientifici a livello internazionale, e formulato raccomandazioni relative all’utilizzo e all’inserimento dei nuovi test genetici nell’attuale percorso di indagini prenatali per la diagnosi delle trisomie 13, 18 e 21. Ed ha confermato che quest’inserimento comporterebbe una riduzione delle trisomie non diagnosticate e una sostanziale riduzione dei test invasivi non necessari. Anche la Commissione Nascita regionale si è espressa a favore dell’introduzione del NIPT test.

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