Nuove professioni e abilitazioni obbligatorie, novità in arrivo per il settore dell’estetica

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Due disegni di legge all’esame della Camera mirano a rinnovare la disciplina del settore dopo 25 anni dall’ultima regolamentazione

Sono due le proposte di legge presentate alla Camera che potrebbero rivoluzionare il settore dell’estetica rinnovando una disciplina che risale a oltre 25 anni fa. Tra i principali obiettivi vi è la lotta all’evasione, all’abusivismo e alla concorrenza sleale, oltre all’aumento di professionalità nel settore a maggior tutela dei consumatori.
Il comparto del benessere, soprattutto con riferimento a parrucchieri, estetisti e tatuatori, impiega oggi circa 160mila tra imprese (in prevalenza di micro e piccola dimensione) e lavoratori autonomi, garantendo occupazione a migliaia di addetti per un giro di affari stimato pari a circa 21 miliardi di euro.
La prima proposta di legge, a firma del deputato del Partito Democratico Marco Donati, è attualmente allo studio della Commissione attività produttive e mira a introdurre un’abilitazione nazionale obbligatoria per tatuatori, piercer, truccatori e onicotecnici, con specializzazioni formative tra le 300 e le 600 ore.
Tra le altre novità viene incentivato il coworking, ossia la condivisione degli spazi di lavoro, e si prevede che l’attività di estetista “possa essere svolta anche mediante concessione in uso a terzi, in possesso dei requisiti professionali richiesti dalla normativa vigente, di una cabina della propria attività e delle attrezzature funzionali alla prestazione svolta, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e fiscali”.
Viene inoltre consentito agli operatori di fornire alla clientela “prodotti erboristici e integratori alimentari idonei a favorire l’efficacia delle prestazioni svolte, a seguito di specifici corsi regionali di aggiornamento, ove previsti”. Scompaiono, infine, i termini “barbiere e parrucchiere” per essere sostituti con quello di acconciatore.
La seconda proposta, presentata dal deputato Raffaello Vignali ha l’obiettivo di uniformare la disciplina unitaria a livello nazionale delle professioni dell’estetica ampliandone definizioni e profili professionali, disciplinando meglio le modalità di esercizio dell’attività e fissando dei requisiti omogenei.
Il testo, in analogia con la proposta Donati, mira da un lato a riconoscere le nuove professioni del settore dell’estetica (tatuatore, piercer, makeup artist, lash-eyebrow marker, onicotecnico e socio-estetista); dall’altro sancisce la necessità di un’abilitazione, con apposito corso regionale di due anni e un minimo di 900 ore, seguito dal superamento di un esame teorico-pratico.
Le professioni, secondo quanto prevede il testo, potranno essere esercitate in forma di impresa (individuale o societaria) e saranno soggette a Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), con designazione all’interno di almeno un responsabile tecnico abilitato.
Definite anche le sanzioni specifiche per chi viola le disposizioni fissate: multe da 20mila a 100mila euro per chi opera senza abilitazione, mentre per chi non rispetta le disposizioni in materia di esercizio dell’attività l’ammenda amministrativa pecuniaria va da 12mila a 30mila euro. Sanzioni da 3mila a 10mila – oltre al sequestro dell’attrezzatura – anche per chi esercita senza i requisiti igienico-sanitari prescritti, che, in caso di reiterazione, sarà temporaneamente sospeso dal registro delle imprese.

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