Ai fini della liquidazione degli onorari professionali dovuti dal cliente in favore dell’avvocato, il valore della causa si determina avendo riguardo soltanto a quanto specificato nella domanda considerata al momento iniziale della lite, restando irrilevante la somma realizzata dal cliente a seguito della transazione

Lo hanno affermato i giudici della II sezione civile della Cassazione, con ordinanza n. 32474 del 14 dicembre 2018, all’esito di un giudizio concernente la liquidazione degli onorari professionali ad un avvocato.

La vicenda

La controversia originariamente insorta tra un comune calabrese e l’ENI spa., ammontava a 64 miliardi delle vecchie lire, successivamente in seguito ad intervenuta transazione le parti, la lite era stata risolta col versamento di cinque miliardi di lire da parte della società privata all’ente locale.

In verità, la questione giuridica, sottoposta al vaglio della Suprema Corte di Cassazione concerneva un diverso aspetto: quello della liquidazione dei compensi professionali spettanti al ricorrente legale per l’attività professionale prestata, prima della rinuncia del mandato – in favore del Comune in causa -nei due gradi di giudizio, contro l’Eni Spa.

A detta del ricorrente, i giudici avrebbero errato nel calcolo della liquidazione, posto che vi sarebbe stata una evidente sproporzione con il valore della causa.

Il giudizio di legittimità

Ebbene, i giudici della Suprema Corte di Cassazione, condividono i motivi di censura presentati dal ricorrente, quanto alla intrinseca illogicità della decisione impugnata allorché la liquidazione era stata effettuata con riferimento al solo valore (cinque miliardi) della transazione favorevole alla P.A. pur considerando che la causa era stata introdotta dall’ENI nei confronti della medesima ma per un valore originario, di 64 miliardi.

La Corte territoriale avrebbe così, limitato nei termini anzidetti, la disposta liquidazione ricorrendo al un parametro di valore del tutto inferiore rispetto a quello, ben maggiore, pur riconosciuto esplicitamente.

Così facendo deve ritenersi palese, la violazione del consolidato principio ermeneutico affermato e ribadito più volte dai giudici di legittimità, secondo cui “ai fini della liquidazione degli onorari professionali dovuti dal cliente in favore dell’avvocato, nel caso di transazione di una causa introdotta con domanda di valore determinato e, pertanto, non presunto in base ai criteri fissati dal codice di procedura civile, il valore della causa si determina avendo riguardo soltanto a quanto specificato nella domanda considerata al momento iniziale della lite, restando irrilevante la somma realizzata dal cliente a seguito della transazione” (da ultimo, ex Cass. civ., Sez. Seconda, Sent. 23 gennaio 2017, n. 1666).

 

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