Il conducente del mezzo pesante era finito nel registro degli indagati per il reato di omicidio stradale dopo la morte di un operaio investito in autostrada

Undici mesi, con la sospensione condizionale. E’ la pena patteggiata dal conducente di un mezzo pesante accusato di omicidio stradale per il decesso di un operaio investito nel luglio del 2019.

La vittima, come ricostruiscono gli organi di stampa locale, si trovava sull’autostrada A14, nel territorio di Vasto; assieme a due colleghi stava scaricando da un autocarro fermo in corsia di emergenza il materiale per la segnaletica di un cantiere stradale che doveva essere aperto in serata.

A un certo punto sarebbe stato travolto da un autocarro che, come emerso dai riscontri sul cronotachigrafo, viaggiava una velocità di 90 km/h. Il conducente del veicolo avrebbe frenato bruscamente, come evidenziato dalla traccia gommosa di 32 metri lasciato sull’asfalto, ma non sarebbe riuscito a evitare l’impatto, urtando con la parte posteriore del rimorchio il veicolo in corsia di emergenza e colpendo l’operaio, che dopo essere stato sbalzato in avanti per alcuni metri, sarebbe caduto esanime a terra.

Nonostante il trasporto in elisoccorso all’ospedale di Teramo, l’uomo, 56 anni, era morto sei ore dopo l’incidente per shock emorragico conseguente al grave politrauma riportato.

La Procura di Vasto aveva aperto un fascicolo sul caso iscrivendo il camionista nel registro degli indagati. L’inchiesta è sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio per il trasportatore che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe investito il 56enne, cagionandone la morte, “per colpa generica consistita in negligenza, imprudenza e imperizia, nonché per colpa specifica consistita nella violazione delle norme del codice della strada” .

Il conducente del mezzo pesante, infatti, avrebbe “violato il limite di velocità vigente per l’autoarticolato” (80 km/h), e avrebbe “omesso di regolare la velocità avendo riguardo alle caratteristiche del mezzo e del carico che trasportava, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico”, oltre che alle circostanze rappresentate dal fatto che l’autocarro “stazionava sulla corsia di emergenza, unitamente a tre persone vicine al veicolo”, e che la segnaletica al precedente km  indicava “rallentare uomini in strada”, o comunque “in presenza di un’insufficiente visibilità dovuta a veicoli che lo precedevano”.

L’imputato ha chiesto di patteggiare; il Tribunale di Vasto ha accolto la richiesta stabilendo inoltre a suo carico la sanzione accessoria della sospensione della patente per sei mesi.

La redazione giuridica

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