Finanziamento rifiutato e cancellazione dalla Centrale Rischi Finanziari

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Il caso del finanziamento rifiutato a un lettore con altri finanziamenti attivi, che chiede come sia possibile verificare (e risolvere) una eventuale iscrizione alla CRIF

Vi contatto in relazione a un finanziamento rifiutato per l’acquisto di un personal computer. Visto che non credo di avere pendenze economiche volevo sapere se questa situazione si può risolvere.

Io ho 3 finanziamenti (per circa 2.000 euro in totale) con una finanziaria ma i bollettini postali non mi arrivano e pago a seguito sms che mi spediscono loro.

Però la situazione è abbastanza confusa in quanto non specificano MAI cosa sto pagando e quale finanziamento è coinvolto.

Ho inviato già diverse PEC fin dall’inizio dei finanziamenti (marzo 2019) chiedendo chiarimenti ma non mi hanno MAI risposto!

Potrebbero avermi iscritto alla Centrale Rischi? Si riesce a sapere? Se lo hanno fatto in barba alle PEC che ho inviato si possono aggredire?

Risposta:

L’Istituto di Credito, o la Finanziaria, decide discrezionalmente se concedere, o meno, un finanziamento.

La circostanza che non arrivino i bollettini postali non è una scusante per il ritardato pagamento. E’ il debitore che si deve adoperare per il puntuale pagamento, e non viceversa.

Venendo alla questione della Centrale dei Rischi, innanzitutto esiste la CR della Banca d’Italia, poi esiste la CRIF (Centrale Rischi Finanziari) che è il gestore privato delle informazioni creditizie EURISC.

La banca dati CRIF non contiene solo l’elenco dei cattivi pagatori, ma tutte le informazioni sui consumatori che hanno un finanziamento in corso o che hanno presentato una richiesta di prestito. Prima di concedere un finanziamento, allo scopo di tutelare il credito, qualunque banca o Istituto finanziario si documenta sul consumatore interrogando il sistema EURISC. Un modo per verificare se il richiedente ha avuto precedenti come cattivo pagatore.

Come già detto, la CRIF è il gestore privato delle informazioni creditizie EURISC. In pratica, nella banca dati CRIF viene archiviata ogni segnalazione nei confronti di qualsiasi azienda o privato che abbia aperto un finanziamento. Con i dati registrati, ogni banca può valutare il grado di solvibilità dei vari soggetti collegandosi ad EURISC della CRIF.

L’analisi della solvibilità viene effettuata non solo consultando la banca dati CRIF, ma anche registri ed elenchi pubblici, oltre ad altri importanti archivi quali ad esempio EXPERIAN .

La cancellazione dalla centrale rischi, e nello specifico la cancellazione dalla CRIF, avviene in maniera automatica – solo se le rate accumulate in ritardo vengono pagate – dopo precise tempistiche fissate dal codice deontologico relativo alla delibera 8 del 2004, che disciplina l’attività delle banche dati private (per l’appunto, CRIF, CTC ED EXPERIAN).

Il tempo necessario affinché si possa ottenere la cancellazione dalla CRIF dipende da quanto tempo si impiega per sanare il debito contratto. Fino a 2 rate non pagate è sufficiente attendere 1 anno per vedersi cancellare l’iscrizione. Se il numero di rate è superiore a 2, dal momento del pagamento dovrà passare un biennio per la cancellazione. Infine, qualora non si regolarizzi il pagamento delle rate, poi, dalla cessazione del rapporto o dalla scadenza del contratto di finanziamento bisognerà attendere almeno 3 anni per essere eliminati dall’elenco dei cattivi pagatori.

Ovviamente le segnalazioni negative si possono cancellare a prescindere dai tempi di legge solo se non sono state inviate in modo corretto.

Visura esplorativa e/o cancellazione possono essere fatte on line.

Dal punto di vista giuridico vi è da segnalare che il concetto di “pagatore inadempiente” e “pagatore insolvente” sono differenti.

Per la CR della Banca d’Italia è rilevante il pagatore insolvente. Mentre, per la CRIF (che è privata) rilevano anche gli inadempimenti.

Avv. Emanuela Foligno

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