Risulta acclarato che la buca sul fondo stradale fosse coperta al momento dei fatti da un cartone bagnato, sicché non era prevedibile, che al di sotto del cartone fosse mancante un basolo della pavimentazione stradale (Tribunale di Latina, Sez. II, Sentenza n. 2037/2021 del 22/11/2021 RG n. 3123/2017)

Il danneggiato cita a giudizio il Comune di Fondi onde vederlo condannato al risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta all’interno di una buca sul fondo stradale.

L’attore indica che superata di alcuni metri la scalinata di ingresso laterale della Chiesa, al fine di permettere ad un’ auto di transitare in direzione Via Dei Volsci, si accostava, camminando sul lato delle scale e così sprofondava in una buca profonda sita sulla strada, causata dalla mancanza di un basolo della pavimentazione stradale ed occultata dalla presenza di un pezzo di cartone bagnato che la ricopriva.

L’evento provocava la frattura della testa dell’ omero della spalla destra.

La ricostruzione dell’evento lamentato ha trovato piena conferma nelle deposizioni testimoniali, in particolare è risultato confermato che la buca in questione era priva di segnalazione e che, al momento dei fatti, era occultata da un pezzo di cartone che la ricopriva.

Pacifica, pertanto, l’applicazione dell’art. 2051 c.c. ai sensi del quale” ciascuno è responsabile del danno causato dalle cose in custodia salvo che provi il causo fortuito “.

In particolare, la responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia ha carattere oggettivo e non si fonda su una presunzione di colpa, ma sul mero rapporto di custodia (Cass. Civ.06/25243); pertanto perché possa configurarsi in concreto è sufficiente che sussista il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno arrecato (Cass. Civ 08/4279; 05/20317), indipendentemente dalla pericolosità attuale o potenziale della cosa stessa (e, perciò, anche per le cose inerti: Cass. Civ. 07/2563; 06/3651) e senza che rilevi la condotta del custode e l’osservanza o meno di un obbligazione di vigilanza; il nesso di causalità deve essere escluso solo quando il danno sia ascrivibile al caso fortuito, ovvero una condotta estranea alla sfera di custodia, avente impulso causale autonomo e carattere di assoluta imprevedibilità di eccezionalità rientra, inoltre, secondo la più recente giurisprudenza nell’ ambito della nozione di fortuito anche la condotta anomala, gravemente colposa o dolosa della vittima (Cass. Civ. 06/15383; 04/5236; 04/2062).

Sul piano dell’onere probatorio, l’art.2051 c.c. prevede che sia colui che abbia in custodia la cosa a dover provare il caso fortuito o forza maggiore, gravando invece sul danneggiato unicamente la prova dell’evento dannoso e del nesso di causalità intercorrente tra questo e la cosa in custodia.

Ebbene, la ricostruzione della dinamica del sinistro è stata confermata dalla fase istruttoria, mentre, non è stata fornita dal Comune convenuto alcuna prova circa l’eventuale caso fortuito o forza maggiore quale causa determinante dell’evento, atteso che risulta acclarato che la buca sul fondo stradale fosse coperta al momento dei fatti da un cartone bagnato, sicchè non era visibile né era prevedibile, che al di sotto del cartone fosse mancante un basolo della pavimentazione stradale.

Inoltre, l’area del sinistro non era interdetta al transito pedonale, sicchè viene esclusa qualsiasi forma di concorso colposo da parte del pedone.

Venendo al ristoro dei danni, la C.T.U. medico legale ha accertato che l’ attrice ha subito un danno biologico, da intendersi come compressione dell’integrità psico -fisica, consistito in: ” esiti di frattura omero prossimale destro” con conseguenti deficit funzionali dell’ articolazione e che tale lesione ha comportato un danno biologico per invalidità temporanea di giorni 25 (venticinque) al 100%, giorni 20 (venti) al 75% e giorni 30 (trenta) al 50%, con postumi permanenti nella misura dell’11%.

Utilizzate le Tabelle milanesi, alla danneggiata viene liquidato l’importo di euro 23.648,00 a titolo di danno biologico permanente, mentre, a titolo di danno non patrimoniale temporaneo la somma di euro 5.445,00, oltre a spese mediche documentate per euro 1.374,94, per un totale di euro 30.467,94.

Spese di lite e di CTU a carico del Comune convenuto.

Avv. Emanuela Foligno

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