Una recente sentenza della Cassazione si è espressa in merito alle pensioni indebitamente percepite e sulle eventuali restituzioni dovute all’Inps

Come si dovrà comportare un pensionato in caso di pensioni indebitamente percepite? La restituzione delle somme all’Inps è automatica?
Su questa controversa questione si è espressa di recente la Corte di Cassazione con la sentenza n. 482/2017 con la quale i giudici hanno precisato che, secondo il principio generale ex art. 52 L. n. 88/1989, “le pensioni possono essere in ogni momento rettificate dagli enti erogatori in caso di errore di qualsiasi natura commesso in sede di attribuzione o di erogazione della pensione, ma non si fa luogo al recupero delle somme corrisposte, salvo che l’indebita prestazione sia dovuta a dolo dell’interessato
Vale a dire, insomma, che in caso di pensioni indebitamente percepite il recupero delle somme avviene solo se l’indebita percezione è dovuta a dolo dell’interessato, e non se questi è in buona fede.
Quanto alla giurisprudenza, anche l’art. 52, comma 2, della legge n. 88 del 1986 evidenzia che, laddove siano state riscosse rate di pensione risultanti non dovute, non si fa luogo a recupero delle somme corrisposte, salvo che l’indebita percezione sia dovuta a dolo dell’interessato.
Un principio peraltro ribadito pure dall’art. 13 della legge 412/1991: in sostanza, la norma sopra menzionata va interpretata nel senso che la sanatoria prevista opera in relazione alle somme corrisposte in base a un provvedimento definitivo del quale sia data espressa comunicazione all’interessato e che risulti viziato da errore di qualsiasi natura imputabile all’ente erogatore, salvo, si precisa ancora, che l’indebita percezione sia dovuta a dolo dell’interessato.
Questo significa, in buona sostanza, che in caso di pensioni indebitamente percepite, il titolare di prestazioni previdenziali o assistenziali è comunque tutelato dalla rettifica del provvedimento errato effettuata dall’INPS. Quindi, qualora le somme in questione siano state percepite in buona fede e sulla base di un provvedimento definitivo dell’Ente, errato in senso peggiorativo o addirittura revocato, la restituzione non sarà dovuta.
Va comunque precisato che i casi riguardanti la sanatoria sono diversi l’uno dall’altro e richiedono di essere valutati singolarmente.
Pur essendoci la possibilità di rettificare in qualsiasi momento il provvedimento errato, è bene ricordare che sono sanabili i pagamenti indebiti effettuati in base a formale provvedimento definitivo del quale sia stata data espressa comunicazione al pensionato, che risulti viziato da errore imputabile all’Istituto.
In questo caso specifico, dunque, il pensionato non dovrà restituire gli importi indebitamente ottenuti e ciò avviene anche laddove l’errore consista nella mancata o erronea valutazione, ai fini del diritto o della misura della prestazione, di redditi che erano già conosciuti dall’Istituto.
Ma, quando si parla di pensioni indebitamente percepite, va tenuto anche di altri due casi.
Il primo è quello in cui l’errore non è imputabile all’INPS, bensì al comportamento doloso dell’interessato oppure di una omessa o incompleta segnalazione da parte di quest’ultimo di fatti, anche diversi dalle situazioni reddituali, che vanno a incidere sul diritto (o la misura) della prestazione, che non siano già conosciuti dall’Istituto (cfr. Circolare INPS, n. 31/2006).
In questo caso, le somme indebitamente erogate in conseguenza di tale errore saranno integralmente recuperabili.
La stessa regola vale anche in caso di errori successivi al provvedimento definitivo di liquidazione o di riliquidazione: salvo rettifica, se l’Istituto ha errato o mancato di valutare fatti sopravvenuti al provvedimento di cui era a conoscenza, le somme non si dovranno restituire.
Una seconda circostanza è quella in cui, la modifica in senso peggiorativo, sia dovuta a situazioni reddituali che si manifestano successivamente alla liquidazione della pensione. L’INPS, infatti, emette ogni anno dei moduli di dichiarazione di dati reddituali finalizzati a verificare le situazioni dei pensionati non conosciute che incidono sulla misura o sul diritto delle prestazioni.
Qualora venga accertato un indebito pensionistico, l’Istituto procederà al recupero delle pensioni indebitamente percepite nei periodi ai quali si riferisce la dichiarazione reddituale.
Ciò avverrà, però, solo nel caso in cui la notifica dell’indebito avvenga entro l’anno successivo a quello nel corso del quale è stata resa la dichiarazione da parte del pensionato. Il recupero delle somme riguarderà anche le pensioni indebitamente percepite che si riferiscono a periodi successivi alla data in cui è stata resa la dichiarazione da parte del pensionato.
Qualora la notifica dell’indebito non venga effettuata entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello nel quale è stata resa la dichiarazione reddituale, le somme erogate indebitamente non sono ripetibili, ferma restando la rideterminazione del trattamento pensionistico in virtù della nuova situazione reddituale.
Tuttavia, bisogna precisare che, anche laddove sussistano le condizioni per la ripetibilità da parte dell’Istituto delle somme indebitamente erogate, il relativo diritto di credito soggiace al termine ordinario di prescrizione decennale.
Trascorsi però i 10 anni, l’Ente non potrà comunque richiedere indietro i soldi: il termine inizia a decorrere dalla data in cui è stato effettuato il pagamento indebito oppure, qualora l’indebito sia da ricollegare a situazioni che devono essere comunicate dall’interessato, il termine di prescrizione decorre dalla data della comunicazione.
Infine, il recupero delle pensioni indebitamente percepite potrà avvenire tramite compensazione con le somme arretrate dovute all’interessato, oppure tramite pagamento diretto della somma da parte del pensionato, con possibilità di dilazionare le somme.
 
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1 commento

  1. O RICEVUTO PENSIONE INDEBITA MA NON PER COLPA MIA MA DELL’INPS CHE ME LA EROGATA, IO HO FATTO SOLO RICHIESTA DI AGGIORNAMENTO DELLA PENSIONE SOCIALE E L’IMPS MI A EROGATO LE SOMME CHE IO NON SAPEVO QUANDO MI ERA DOVUTO, ORA MI RICHIEDONO L’INDEBITO, COME POSSO FARE PER NON RIDARLI, IO VORREI RIDARLI MA NON HO POSSIBILITA ECONOMICHE ,PERCEPIVO UNA PENSIONE SOCIALE CHE MI ANNO TOLTA DA DUE ANNI, E FINO AD ORAQ NON PRENDO UN SOLDO . GRZIE

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