Il provvedimento di espulsione dello straniero è obbligatorio a carattere vincolato in caso di diniego del permesso di soggiorno per mancato tempestivo rinnovo

Si era vista rigettare dal Giudice di pace l’opposizione proposta contro il decreto di espulsione emesso dalla Prefettura a causa del mancato rinnovo tempestivo del permesso di soggiorno da parte della Questura. La donna, infatti, aveva inviato tardivamente, a distanza di circa un anno dalla scadenza, la documentazione necessaria, non ottemperando peraltro all’invito a presentarsi in Questura per i rilievi fotodattiloscopici prescritti dalla normativa.

Contro il provvedimento di allontanamento dal nostro Paese la donna si era rivolta alla Suprema Corte lamentando l’omessa valutazione delle condizioni che escludono l’espulsione automatica dello straniero, atteso che, pur in caso di ritardo nel rinnovo del permesso di soggiorno, l’espulsione non sarebbe legittima nel caso in cui l’interessato possa dimostrare la persistenza dei requisiti legittimanti il rinnovo stesso. Inoltre deduceva che non era stata accertata la pericolosità della ricorrente, nè sussistevano le fattispecie dell’ingresso illegale e del soggiorno irregolare. Infine, l’ordinanza impugnata era stata emessa nella pendenza dei termini per proporre ricorso avverso il diniego di rinnovo.

La Cassazione, con l’ordinanza 7619/2020, ha ritenuto infondati i motivi del ricorso.

I Giudici Ermellini hanno infatti ritenuto di dare continuità all’orientamento della giurisprudenza di merito in base al quale, in tema di immigrazione, il provvedimento di espulsione dello straniero è obbligatorio a carattere vincolato, sicché il giudice ordinario è tenuto unicamente a controllare, al momento dell’espulsione, l’assenza del permesso di soggiorno perché non richiesto (in assenza di cause di giustificazione), revocato, annullato ovvero negato per mancata tempestiva richiesta di rinnovo. E’ invece preclusa ogni valutazione, anche ai fini dell’eventuale disapplicazione, “sulla legittimità del relativo provvedimento del Questore trattandosi di sindacato che spetta unicamente al giudice amministrativo, il giudizio innanzi al quale non giustifica la sospensione di quello innanzi al giudice ordinario attesa la carenza, tra i due, di un nesso di pregiudizialità giuridica necessaria, né la relativa decisione costituisce in alcun modo un antecedente logico rispetto a quella sul decreto di espulsione”.

Di conseguenza, ciò che rileva nel caso concreto è l’accertamento, al momento dell’espulsione, della mancanza del permesso di soggiorno perché scaduto e non rinnovato, essendo irrilevante la circostanza della pendenza dei termini per impugnare il diniego di rinnovo. Inoltre, nel caso in esame, la ricorrente non aveva dedotto di aver presentato una domanda di rinnovo, seppure tardiva.

La redazione giuridica

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