Approvata dal Parlamento europeo la direttiva che vieta alcuni articoli in plastica monouso. Tajani: al bando i prodotti che più invadono le nostre spiagge e i nostri mari

L’Europarlamento ha approvato in via definitiva la direttiva che vieta dal 2021 alcuni articoli in plastica monouso. Tra questi piatti, posate, cannucce e bastoncini per palloncini. La direttiva, passata con 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti, prevede anche che, entro il 2025, le bottiglie di plastica dovranno contenere almeno il 25% di materiale riciclato e il 30% entro il 2030.
Le nuove norme stabiliscono inoltre l’obbligo di etichette con informazioni sull’impatto ambientale di filtri di sigarette, salviette umidificate e tovaglioli sanitari.
Il Parlamento europeo “dice basta alla plastica monouso”, mettendo al bando “i prodotti che più invadono le nostre spiagge e i nostri mari”. Ad affermarlo è il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. “I cittadini europei – prosegue – sono giustamente preoccupati da questa gravissima forma di inquinamento, che sta letteralmente soffocando la vita nei mari e sulle coste”.
“La plastica – aggiunge Tajani – è il peggior nemico degli animali marini. Ogni anno, decine di migliaia fra tartarughe e cetacei muoiono per colpa di cannucce, contenitori di cibo e bevande, bastoncini cotonati, posate, piatti e altri rifiuti in plastica. Un terzo dei capodogli trovati morti nelle acque mediterranee aveva lo stomaco intasato dai rifiuti di plastica. Tracce di plastica vengono ritrovate sempre più spesso anche nel pesce che consumiamo”.
Tajani precisa poi che “mari e coste pulite sono una risorsa economica, commerciale e turistica unica al mondo”. Tuttavia, “se non agiamo subito, se continueremo a sfruttare ed inquinare i nostri oceani in maniera irresponsabile, entro il 2050 nei mari avremo più plastica che pesce”.

Soddisfatto il mondo dell’associazionismo ambientale.

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, parla di “passo importante nella lotta all’inquinamento”. In particolare di quello derivante dalla plastica non gestita correttamente “che finisce nei nostri mari, fiumi e laghi”.
L’Italia – sottolinea Ciafani –  “già può vantare una indiscussa leadership normativa”. Il nostro Paese, infatti, è stato il primo a mettere al bando gli shopper di plastica, i cotton fioc e le microplastiche nei cosmetici.
Sul voto del Parlamento UE interviene anche il ministro dell’ambiente, Sergio Costa. “ll cammino per arrivare allo stop della plastica monouso in UE – afferma –  è realtà. Appena l’iter formale sarà concluso, orientativamente a fine aprile, ci attiveremo immediatamente per il recepimento della direttiva in Italia”.
 
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