Condannata una compagnia che non voleva pagare per una “polizza furto auto” già sottoscritta. I dubbi sull’assicurato non sono stati dimostrati

Il Tribunale di Macerata, con la sentenza numero 1023/2017 del 30 maggio 2017, condanna una compagnia assicuratrice renitente al pagamento del premio per una polizza furto auto. Il caso, portato in aula, ha riguardato la sottrazione delle chiavi di una potente BMW.
I ladri a bordo della vettura sono scappati da Macerata ed hanno raggiunto, di notte, la località costiera di Termoli distante oltre 200 chilometri. Lo hanno fatto percorrendo l’autostrada ad elevata velocità, tanto da prendere anche una contravvenzione. La vicenda è stata portata in aula perché la compagnia ha messo in discussione il furto, giacchè, a suo dire, esisteva una terza chiave. Inoltre, secondo la medesima assicurazione, non era possibile percorrere la distanza nel tempo intercorso tra l’ultima volta in cui l’auto è stata vista e quello in cui ha ricevuto una multa.

La consulenza tecnica sulla velocità di percorrenza

Il Giudice del Tribunale di Macerata, a fronte delle istanze mosse dalla compagnia, ha nominato un consulente tecnico d’ufficio. Al CTU è stato chiesto di stimare “quale sia il tempo di percorrenza in piena notte e con automobile similare”, della distanza tra il Comune dov’è stata rubata nel maceratese, “e il punto dell’A14 in cui è stata rilevata la contravvenzione”. Per farlo si è chiesto al CTU di assumere “il percorso più breve in termini di tempo ed ipotizzando all’uopo diverse velocità”. Secondo il Consulente con una vettura di quella cilindrata, era possibile coprire il tragitto, tra le tre e le quattro e quaranta di notte, quando cioè è stata elevata la multa.
Nel merito della terza chiave di cui parlava l’autovettura, centrale risulta esser stata una testimonianza. “Il venditore della Bmw, escusso quale testimone, riferisce di aver consegnato all’attrice, alla vendita dell’autovettura, due sole chiavi”. Di conseguenza non potendo essere dimostrata l’esistenza di un’altra chiave, il Tribunale ha emesso la propria condanna. A carico dell’assicuratore la somma prevista nella polizza furto auto. Sempre alla compagnia sono stati addebitati anche i costi della consulenza tecnica. L’assicurazione è stato imposto di pagare anche le spese legali sostenute dalla vittima del furto.

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